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martedì 9 dicembre 2014

E se riuscissimo a vedere il lato positivo?

Alessia Thomas

 Se c'è una cosa che proprio non riesco a fare è trattenere i miei sentimenti e le mie opinioni su un argomento che mi piace parecchio.

Eppure "bipolarismo" non è certo sinonimo di "Pizza". Parlare di un disturbo bipolare non è come parlare di "Ehi cos'hai fatto quest'estate? "o "Hai visto i nuovi episodi di Violetta?" Da brava principiante allora cerco su internet qualsiasi tipo di informazione, cause, sintomi, effetti e mi ritrovo davanti parole come "fase ipomaniacale e maniacale" "fase depressiva" , "fase mista" e in realtà decido di smetterla, di non leggere neanche di cosa si tratta.

Perchè per quanto possa rilustare chiaro dalle ricerche, cosa ne so io dell'essere bipolare? Cosa ne so io che soffrirne significa "essere al settimo cielo per un periodo e alla disperazione in un altro senza alcuna ragione apparente"?

Cosa ne so io che la fase maniacale è "caratterizzata prevalentemente da umore disforico, con una sensazione di ingiustizia subita e quindi con la presenza di grande irritabilità, rabbiosità e intolleranza. "? (Associazione di Psicologia Cognitiva e Scuola di Psicoterapia Cognitiva S.r.l.)


Come posso pretendere di far si che questa parola vi arrivi, che susciti un minimo del vostro interesse, che vi sfiori appena, senza sapere nulla in realtà?

lunedì 3 marzo 2014

"THE WOLF OF WALL STREET". SOLDI: EFFETTI COLLATERALI

ALESSIA THOMAS

(Le impressioni)


Più che un film è un’ esperienza. È difficile non consigliarlo. Ma pensando di essere di parte, da brava principiante mi sono informata per bene. Viaggio un po’ indietro con la memoria, torno a quella notte fredda dove uscendo dal cinema sento commenti del tipo “troppo, troooppo lungo!” “che coraggio farsi vedere con una candela fra le chiappe!” “è un capolavoro!” Non mi lascio influenzare ( anche perché il sonno non me lo permetteva), ci rifletto su, guardo altri commenti in internet ( “ un frullato di parolacce!” “SCANDALOSO!”) e mi stufo. Ripeto, forse sarò poco obiettiva, ma io ve li spillo comunque quattro buoni motivi per vedere “Il Lupo Di Wall Street”.

1. È una storia vera. Sembrerà banale, ma è davvero scioccante realizzare dopo tre ore di grasse risate, che l’immoralità e la spregiudicatezza che animano il film hanno devastato centinaia di famiglie (compreso quella di un certo Jordan Belfort)

domenica 2 marzo 2014

Motori accesi sul red carpet: chi ne uscirà vincitore?

ALESSANDRO DE CHIARA


Eccoci qui sulla griglia di partenza dell'86° Academy Awards. In pole position per la corsa all'Oscar troviamo i maestri della truffa di “America Hustle” con 10 candidature tra cui: miglior film, regia, e nomination per tutti gli attori (Christian Bale, Amy Adams, Bradley Cooper e Jennifer Lawrence ). Lo seguono appaiati Chiwetel Ejiofor nella sua lotta per la libertà in “12 Anni Schiavo” e Sandra Bullock in tenuta aerospaziale con “Gravity”, entrambi con 9 candidature (tra cui: miglior film e regia, e in più sceneggiatura originale per il primo, effetti speciali per il secondo). Tre uomini in tre film diversi, tutti con 6 candidature, occupano la terza posizione (e che uomini!): Bruce Dern in viaggio con il figlio verso il “Nebraska”, Matthew McConaughey anche lui accompagnato, non dal figlio ma da un eccezionale Jared Leto in “Dallas Buyers Club”, e infine Tom Hanks o forse meglio “Captain Phillips” al comando di una nave merci attaccata da pirati somali. Non in un'ottima posizione di partenza ma molto apprezzati dalla pubblico troviamo “The Wolf of Wall Street” guidato da Martin Scorsese e “Her” entrambi con 5 nomination. Li segue poi l'agguerrita Judi Dench in “Philomena” con 4 e Cate Blanchett in “Blue Jasmine” (scritto dal candidato oscar Woody Allen ) con 3.

martedì 26 novembre 2013

Jobs: l'uomo della mela arriva sul grande schermo



                                                                                      STELLA THOMAS 


JOBS (14.11.13)

Regista: Joshua Michael Stern

Cast: Ashton Kutcher

Durata: 122'





In tutto e per tutto la perfetta biopic hollywoodiana, con tanto di musica che ti indirizza alla giusta emozione e scene di rivelazioni provvidenziali. E' la storia di Steve Jobs da ritirato dal college ad uno dei piu venerati geni della tecnologia del ventunesimo secolo.

Siamo nel 2001 alla presentazione del primo ipod e tramite rewind lo spettatore viene subito  catapultato nel no-sense della gioventù di Jobs: dialoghi insensati sotto effetto di droghe nel bel mezzo di campi di grano, che provocano bizzarri momenti spirituali stile "nuovo messia"  il tutto accompagnato da una buona dose di capigliature anni '70 (vedi l'amico Wozniak).

giovedì 21 marzo 2013

SETTIMANA DA FILM

 CHIARA UCCELLO  



BENVENUTO PRESIDENTE

GENERE: Commedia
ANNO: 2013  
PAESE: Italia
REGIA: Riccardo Milani
CAST: Claudio Bisio, Kasia Smutniak, Giuseppe Fiorello, Remo Girone, Omero Antonutti, Massimo Popolizio



domenica 17 marzo 2013

IN BILICO TRA SATIRA PREMONITRICE ED ORRORE

 GIORGIA BONITO 


La coppia Albanese-Manfredonia, che aveva realizzato con successo "Qualunquemente", è tornata nelle sale con "Tutto tutto niente niente" portando sullo schermo, insieme all'ormai famigerato Cetto Laqualunque (dubbio personaggio di chiare origini calabresi), altre due “maschere comiche” altrettanto alternative: il pugliese Frengo Stoppato, consumatore, adoratore di "erba" e fervente religioso, e il veneto Rodolfo Favaretto, detto Olfo, che sogna di far annettere il suo paesello all'Austria.
Cetto La Qualunque dopo la “salita in politica” infila la discesa insieme alla sua giunta, sciolta e incarcerata nelle carceri calabresi. Più a Nord (Est), Rodolfo Favaretto coltiva il sogno della Secessione, vagheggiando l'Austria e trafficando clandestini. Denunciato da uno dei suoi braccianti neri, creduto morto e buttato in mare, Rodolfo viene arrestato. Lontano dall'Italia invece Frengo Stoppato fugge alla giustizia e a una madre ingombrante e devota, che lo sogna casalingo e beato. Convinto da una telefonata materna ad abbandonare il suo rifugio new age, Stoppato viene condannato e rinchiuso per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Sarà un Sottosegretario, autorevole e maneggione, a rimetterli in libertà e al servizio di un Presidente del Consiglio di poche parole e smodato appetito. Entrati (il)lecitamente nella politica romana per garantire in parlamento voti e privilegi al partito di appartenenza, Cetto, Rodolfo e Frengo finiranno per comprometterne potere ed equilibrio. 

mercoledì 27 febbraio 2013

La miglior offerta: un thriller terribilmente affascinante

Il regista Tornatore guida Geoffrey Rush in una scena del film
di Amedeo De Chiara
L'amore è come un'asta: non sai mai se la tua è la migliore offerta.
Questa è forse la battuta che meglio sintetizza l'ultimo film di Giuseppe Tornatore, alle prese con un thriller, un genere neanche poi così sconosciuto al regista (basti pensare ai suoi precedenti Una pura formalità o La sconosciuta)di respiro internazionale prodotto dalla Warner Bros. e con a disposizione un cast davvero eccezionale.
Protagonista è Geoffrey Rush, che interpreta Virgil Oldman, un rinomato battitore d'aste di grande successo, solitario, che vive in una casa troppo grande per lui; la sua è una vita monotona, lontana da ogni possibile affetto, lontano da ogni contatto con gli altri e col mondo: singolare è la scena che lo ritrae a cena solo al solito ristorante mentre, osservato da tutti, impugna le posate coi guanti. L'unico amico di Virgil è Billy, interpretato da Donald Sutherland (diretto già da altri registi italiani come Fellini nel suo Casanova o Bertolucci in Novecento), un pittore di cui Geoffrey ha mortificato ogni ambizione, suo complice nel procurarsi alle aste che Virgil stesso batte i ritratti femminili di inestimabile valore scoperti durante la sua lunga carriera in ville diroccate o nelle collezioni di nobili decaduti. Solo a questi volti, custoditi in una camera segreta della sua casa, guardacaso nascosta dietro l'enorme guardaroba dedicato solo ai suoi guanti, Virgil dedica le proprie attenzioni; solo queste sono le persone, le donne con cui vuole avere a che fare.
Oldman, un nome parlante: all'avanzata età del personaggio si uniscono la fama di una prestigiosa e consumata carriera e quella regolare, appagata, quasi annoiata, routine di ogni giorno. Ma qualcosa sconvolgerà il regolare scorrere dell'esistenza di Virgil.
Una telefonata, solo una telefonata: è così che comincia ad incrinarsi quell'equilibrio raggiunto da Virgil. Una giovane donna di nome Claire che non rispetta le regole del lavoro di Virgil, che con ogni sorta di scusa elude ogni incontro col grande battitore d'asta, a poco a poco attratto nella sua villa, nel mondo decadente misterioso di questa ragazza invisibile e fuggevole.
L'acume di Oldman lo condurrà alla scoperta: Claire, da quando lo ha telefonata, non è mai uscita dalla villa; si tratta, dunque, di un agorafobica che, come confessa la ragazza, non esce di casa dall'età di 15 anni. Virgil comincia così a interrogarsi sulla vita della ragazza e, da quando il custode della villa si allontanerà temporaneamente dalla villa, a occuparsene, infine, a innamorarsene. Fino, anzi, a chiedere consigli a Robert, il giovane e brillante artigiano a cui si rivolge anche per ricostruire l'antico automa di cui ritrova a poco a poco i pezzi nella villa di Claire. Gli ultimi pezzi li troverà nella sua camera, nella quale Claire infine, che sembra ormai corrispondere il sentimento di Virgil, lo farà entrare. Ma i sentimenti umani, come le opere, si possono simulare? Sarà poi l'automa a rivelare a Virgil con la sua stessa voce la tremenda verità.
Proprio il finale è stato il maggiore elemento che ha diviso la critica. Ma questa meravigliosa e al tempo stesso terribile e inquietante pellicola non poteva concludersi diversamente: per un uomo così gelido una scommessa così rischiosa con i legami non potrà avere altri esiti. Perché, come nelle aste, in cui bisogna veramente conoscere l'arte per riconoscere il pezzo d'autore non contraffatto, così nei sentimenti bisogna vivere tra le persone per conoscerle veramente.
Tornatore firma un thriller ben riuscito:  La migliore offerta è un film intenso, accompagnato nei suoi momenti più drammatici dalle incalzanti musiche di Ennio Morricone. Ma è soprattutto la forza evocatrice degli oggetti che rende forza alla trama: basti pensare alla statua dei due amanti dietro la quale Virgil si nasconde per spiare Claire o i pezzi di automa. Se riuscirete a resistere per 124 minuti di tensione e sarete pronti a un finale annichilente, e tuttavia così potente, resterete ammaliati dalle atmosfere cupe, dalla suspense e dalla magnifica interpretazione di Geoffrey Rush, dell'affascinante Sylvia Hoeks e di tutti gli altri attori del cast.
fonti: www.globalpress.it


venerdì 22 febbraio 2013

Spielberg contro la tigre di Ang Lee




di Alessandro De Chiara


Come ogni anno sta per tornare il caro vecchio, ma sempre in gran forma, adorato zio Oscar!
Sta per arrivare nella sala delle Academy Awards per l'85esima edizione del premio più prestigioso e più ambito nel cinema. Quest'anno è ricco di emozioni per tutti voi appassionati: troveremo “Lincoln”, “Vita di Pi”, “Les Miserables”, “Skyfall”, “Ralph spaccatutto” e molti altri ancora; ma non vi sveleremo ancora niente per il momento.
Quest'anno, contrariamente a tutti gli anni precedenti, le nomination agli Oscar sono state pubblicate prima delle premiazioni ai Golden Globe. Sempre rese pubbliche tre giorni dopo l'assegnazione del piccolo globo dorato, venivano puntualmente accusate di favorire attori e registi già premiati. Quindi per riscattarsi da queste diffamazioni, quest'anno, hanno deciso per la prima volta di nominare i candidati tre giorni prima, ovvero il 10 gennaio 2013.
Iniziamo il nostro viaggio tra le nomination partendo dai film che vanno per la maggiore, in particolare due: “Lincoln”e “Vita di Pi”.
Il primo di Steven Spielberg, con ben 12 nomination, tra cui miglior film, miglior attore protagonista, miglior attrice non protagonista, miglior regia e miglior colonna sonora, basato sulla storia del sedicesimo Presidente degli Stati Uniti negli ultimi mesi della sua carica e sulla sua irrefrenabile decisione di unificare il paese ed abolire la schiavitù. Ad interpretare il presidente Lincoln è Daniel Day-Lewis, già premiato ai Golden Globe per questo stesso film e vincitore del premio Oscar a migior attore protagonista nel 2007 per “Il petroliere”.
Il secondo  invece, di Ang Lee, con 11 nomination viene definito da molti giornali il “nuovo Avatar”; è l’incredibile avventura di un sedicenne che si trasferisce con la famiglia e il proprio zoo in America in cerca di fortuna ma in seguito ad un naufragio della nave sulla quale si trovava si ritroverà a dover condividere la barca di salvataggio ed il proprio viaggio con una tigre del Bengala. Il film vanta varie candidature tra miglior film, migior regia, migior colonna sonora e migliori effetti speciali.
Oltre a questi due super-candidati troviamo anche “Django Unchained” di Quentin Tarantino, con 5 nomination tra cui miglior film e miglior trama, che si incentra sulla storia di un cacciatore di taglie nel mitico West; durante una cattura incontra un uomo che lo può aiutare a catturare il più pericoloso dei criminali. Tra i due nascerà un accordo e sarà l'inizio di una profonda amicizia.
“Les Miserables” di Tom Hooper con 7 candidature tra miglior film, miglior attore protagonista e miglior colonna sonora, è invece l'adattamento di un musical basato sull'omonimo romanzo di Victor Hugo ambientato nella prima metà dell'800 : un carcerato appena uscito di galera si rifà una vita e salva la figlia di una senzatetto che porterà con sé e crescerà come una figlia. Da notare il cast scelto, tra cui spiccano Hugh Jackman, protagonista, e Anne Hathaway, che si guadagna la nomination come miglior attrice non protagonista.
“Silver linings playbook” di David O. Russell con 7 candidature tra miglior film, miglior attore protagonista, miglior attrice/attore non protagonista e miglior regia. La trama è incentrata sulla strana vita di un uomo che, appena uscito da un centro psichiatrico, nel quale è rimasto per quattro anni, cerca di riconquistare la moglie dalla quale ha divorziato, mentre intanto inizierà ad essere corteggiato dalla sua vicina. Nomination per il protagonista, Bradley Cooper, e anche per Robert De Niro.
Per quanto riguarda invece “Argo” di Ben Affleck, con 7 candidature per miglior film, miglior colonna sonora e miglior attore non protagonista,descrive le vicende di 52 diplomatici americani prigionieri nel corso della rivoluzione islamica di Teheran nel 1979. L'unica soluzione per la liberazione degli ostaggi è girare un finto film che funga da copertura alla missione di salvataggio.
Altri film con varie nomination sono “Amour” di Michael Haneke e “Skyfall” di Sam Mendes con 5, “Anna Karenina” di Joe Wright con 4, “The Hobbit” di Peter Jackson e “Il master” di Paul Thomas Anderson con 3, “Volo” di Robert Zemecksi, “Biancaneve e il cacciatore” di Rupert Sanders e “Re del sud selvaggio” di Benh Zeitlin con 2, di cui una è per miglior attrice protagonista guadagnata dalla giovane promessa Quvenzhané Wallis di soli nove anni alle prese con il suo primo film. Come film d'animazione, invece, troviamo “Frankenweenie” di Tim Burton, “Brave” di Mark Andrews e “Ralph spaccatutto” di Rich Moore.
L'appuntamento per la scoppiettante serata è la notte del 24 febbraio e il presentatore sarà Seth MacFarlane, creatore della famosa serie animata “I Griffin”e regista di “TED” anche questo candidato agli Oscar. Ora non rimane che preparare pop-corn, patatine e bibite, spegnere la luce e godersi una serata all'insegna del cinema dove protagonista sarà sempre lui, il caro vecchio Zio!

domenica 20 gennaio 2013

Cloud Atlas: tutto è (s)connesso



di Amedeo De Chiara

7 storie per 5 secoli e 6 epoche diverse. Mission impossible? Nient'affatto per i fratelli Wachowski!
Gli autori della saga di Matrix colpiscono ancora con un nuovo kolossal da 80 milioni di sterline.
La prova non era affatto semplice per i due registi, che sono stati affiancati dal regista tedesco Tom Tykwer: ridurre sulla pellicola il best-seller dell'inglese David Mithchell era un'impresa ardua. Che non è riuscita del tutto.
Singolarmente, ognuno dei 6 episodi che compongono la pellicola è un'interessantissima prova di stile in altrettanti generi di film: dall'avventuroso viaggio ottocentesco per esotiche isole oceaniche a futuristici scenari nel caotico mondo corrotto del nostro immediato domani, dalle biografie tratte dall'Europa al preludio della seconda guerra mondiale al thriller basato sul torbido mondo delle lobby, dai giorni nostri ad apocalittici scenari del futuro; messi insieme, si collegano nel canto lirico dell'umanità, in lotta con le forze oscure delle trame politiche, dell'odio per il diverso, per la malvagità intrinseca e la corruzione che sembrano accompagnare da sempre il genere umano e che condurranno l'umanità a non esser più della Terra. Ma nella trasposizione dalla carta alla pellicola deve essersi perso qualcosa.
Qualche nesso si perde e le storie si compattano in due blocchi distinti, attigui in linea temporale (uno novecentesco, l'altro futuristico), perdendo così il filo tessuto lungo tutto il film: che ogni cosa che si fa, ogni azione che si compie nella vita dà una svolta, nel proprio piccolo o per il mondo intero. "Siamo legati agli altri, passato e presente, e da ogni misfatto e ogni cortesia si crea il nostro futuro" dice Sonmi 451,  (un numero che chiaramente richiama al romanzo di Ray Bradbury) uno dei personaggi protagonisti del film, sicuramente quello su cui più si concentra l'attenzione della regia. Non sembra che la reincarnazione, a differenza di quello che si possa credere, abbia a che fare con questo film: non è come nel mondo induista, in cui le azioni compiute da un vivente condizionano il karma e, quindi, il grado sociale dell'essere in cui si reincarnerà. La varietà dei personaggi cui si cimentano gli attori del cast stellare per questo film, (tra cui Tom Hanks, Halle Barry, Susan Sarandon e Ben Whishaw, il nuovo Q in 007 Skyfall), dimostra solo come il mondo cambi e come, in fondo, sia sempre lo stesso, con gli stessi problemi, le stesse passioni, le stesse persone e le stesse speranze.
Avvicinandosi alla fine lo spettatore rimane provato in tutti i sensi, finanche quello fisico, per la prova di resistenza su poltroncina per oltre 2 ore e mezza con la sensazione, a detta di qualcuno tra loro, di aver assistito a un concentrato della saga di Matrix tutta in un film, oppure sei film in uno.
Ambizioni molto grandi per grandi soddisfazioni ed altrettanto grandi delusioni: la visione del film è a rischio e pericolo dello spettatore.

fonti: ANSA.it;  laspezia.megacine.it

mercoledì 19 dicembre 2012

De rouille et d'os, sapore di ruggine ed ossa

SCHEDA

Titolo originale: De rouille et d’os

Paese: Francia, Belgio

Anno: 2012
Durata: 120 min.

Regia: Jacques Audiard

Genere: drammatico, romantico.



di Chiara Uccello

Sopravvivenza, ridefinire i propri limiti ed accettarli. Questo accomuna Stéphanie (Marion Cotillard) addestratrice di orche, ed Ali (Matthias Schoenaerts) ex boxeur, privati entrambi della loro libertà e dell’indipendenza. La bella Stéphanie perde l’uso delle gambe in seguito ad uno dei suoi spettacoli, mentre il rude Ali è costretto ad abbandonare il suo sogno di lottatore per badare al figlio di cinque anni ,Sam, senza avere neanche un soldo in tasca. I due sono destinati ad incontrarsi quando Ali decide di trasferirsi dalla sorella ad Antibes, dove trova lavoro come buttafuori in una discoteca. E’ proprio qui che incontra Stéphanie, mentre cerca di sedare una rissa causata proprio dalla bella ed impetuosa ragazza. Ferita, Stéphanie viene riaccompagnata a casa da Ali, il quale le lascia il numero di telefono. Passano mesi prima che la fatidica telefonata arrivi. Stéphanie è costretta sulla sedia a rotelle mentre la sua vita arrugginisce ed il peso delle ossa diventa sempre più insopportabile. Ali decide di riportarla alla vita, anche se in un modo tutto suo.

Poche frasi significative, molti silenzi che fanno intuire il rapporto tra i due personaggi. Jacques Audiard ( “Il profeta”- 2009) è riuscito a rendere a pieno il dramma umano, avviando un percorso di catarsi sia nei suoi protagonisti che negli spettatori. La colonna sonora di Alexandre Desplat, (in cui sono presenti  molti brani di Bon Iver ) risulta decisamente suggestiva, dando il suo contributo nella resa del film, il quale non è melenso, sdolcinato o stucchevole, ma riesce a trasmettere l’amore attraverso la brutalità della vita. E’ il dolore che farà rinascere Ali e Stéphanie, nell’anima prima che nel corpo. 

venerdì 7 dicembre 2012

Le 5 leggende vi conceranno per le feste!




di Alessandro De Chiara

Chi vieta ai paladini dei bambini di essere anche i paladini dell'umanità? Basta aggiungergli un po' di sarcasmo, armi in pugno ed uno sguardo deciso e vendicativo.
Queste sono le basi dell'intera pellicola diretta da Peter Ramsey e prodotta da DremWorks Animation che uscirà nelle sale italiane il 29 novembre.
Babbo Natale, il coniglio di Pasqua e la fatina dei denti escono per la prima volta dai loro panni abituali di dolci e gentili idoli dei bambini per calzare i ruoli di tenaci e combattivi supereroi e con loro Sandman, guardiano dei sogni e tenace guerriero. A loro si aggiunge Jack Frost, asso nella manica della squadra, ragazzo, nonostante l'immortalità, e disubbidiente spirito della neve. Le cinque leggende sono costrette a riunirsi per sconfiggere un nuovo male, che sta portando l'umanità a sminuire gli idoli dei bambini, con l'intento di spodestare e sottomettere questi miti: il suo nome è l'Uomo nero.
Da beniamini paladini a coraggiosi, decisi ma impacciati eroi; questa è la chiave comica del film che stravolge l'immagine degl'idoli dei bambini: Babbo Natale con un accento russo e pieno di tatuaggi e il coniglio di Pasqua palestrato e temerario cultore di arti marziali.
Dà la voce allo spavaldo Jack Frost, Chris Pine, al forzuto Babbo Natale, Alec Baldwin, al candido coniglietto Pasquale, Hugh Jackman, interprete di Walverin negli “X-man”, e al malvagio Uomo nero, Jude Law il Watson del nuovo Sherlock Holmes.


fonti: www.focusjunior,it

mercoledì 7 novembre 2012

Hotel Transylvania: non abbiate paura di ridere




di Alessandro De Chiara
Spesso i mostri turbano i nostri sogni e la nostra vita; ma se fossero gli umani a turbare i mostri cosa succederebbe? Scopritelo in questo film di animazione dalla trama semplice ma dalle risate garantite.
Alla nascita della sua prima figlia, Dracula decide di costruire un posto dove la figlia, Mavis, lui, sua moglie e tutti i mostri possano trascorrere la vita senza doversi nascondere. Nel castello regna infatti solo una regola: nessun umano dovrà mai varcare la soglia del castello.
La sera del 118mo compleanno di Mavis, ancora adolescente nonostante l'età, accadrà un imprevisto: un umano, un giovane ragazzo di nome Jonathan, varcherà le porte del castello. Dracula lo aiuterà a mimetizzarsi, ma quando i sentimenti che il ragazzo prova per Mavis verranno a galla, gli scoppiettanti imprevisti saranno a portata di occhiali. Il film, distribuito nelle sale da “Worner Bros.” e prodotto da “Sony Pictures” ha anche la sua versione 3-D e sarà disponibile dall'8 novembre.
Adam Sadeler, Steve Buscemi, Kevin James, David Space: la banda della risata si riunisce ancora ed entra per la prima volta nei panni di mostri in un film tutto da ridere, occupando rispettivamente i ruoli di :Dracula, Wayne, Frankenstein e Griffin (l'uomo invisibile). Per i due giovani protagonisti sono stati ingaggiati, invece, Selena Gomez e Andy Samberg, rispettivamente Mavis e Jonathan.
Prestano la voce al Vampiro per eccellenza Claudio Bisio, mentre alla giovane vampiressa Cristiana Capotondi.
Alla regia troviamo Genndy Tartakovsky, creatore del cartone animato “Il laboraorio di Dexter”, al suo primo debutto come regista di film.
fonte: Comingsoon.it



sabato 1 settembre 2012

Leone d'Oro alla Carriera a Francesco Rosi


 
di Amedeo De Chiara
 
Va a Francesco Rosi il Leone d’oro alla carriera della 69° Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica della Biennale di Venezia. Il regista e sceneggiatore napoletano ha ricevuto il riconoscimento il 31 agosto, in occasione della proiezione della copia restaurata del suo capolavoro Il caso Mattei (Palma d'oro a Cannes nel 1972), restauro realizzato dalla Film Foundation di Martin Scorsese, con il sostegno di Gucci. “Sono onorato e molto felice di ricevere questo riconoscimento estremamente prestigioso, che è stato attribuito in precedenza a tanti grandi autori che amo e ammiro - ha dichiarato Rosi - Ringrazio il Presidente della Biennale Paolo Baratta e il Direttore della Mostra del Cinema Alberto Barbera per aver voluto ricordare il mio contributo al cinema italiano e all'arte cinematografica in generale”.

La decisione è stata presa, infatti, dal Cda della Biennale presieduto da Baratta, su proposta di Barbera, che ha così motivato la sua scelta: "Con una lunga benché non troppo prolifica carriera, Rosi ha lasciato un segno indelebile nella storia del cinema italiano del dopoguerra. La sua opera ha influenzato generazioni di cineasti in tutto il mondo per il metodo, lo stile, il rigore morale e la capacità di fare spettacolo su temi sociali di stringente attualità.” Accostato al Neorealismo dell’immediato dopoguerra, Rosi se ne distaccherebbe, secondo lo stesso Barbera, “per la precisa volontà di mescolare una fortissima propensione a raccontare eventi, persone ed ambienti reali”, mentre rispetto al cinema politico a lui successivo per “aver preferito sempre alla semplificazione ideologica un durissimo lavoro di ricerca e documentazione”.

A quasi 50 anni dal primo e unico premio ottenuto alla mostra veneziana (il Leone d’Oro per il miglior film “Le mani sulla città”) Francesco Rosi ha ottenuto così il riconoscimento del suo impegno nel documentare la storia dell’Italia e degli italiani, soprattutto del sud. Padre nobile del cinema impegnato degli anni Sessanta e Settanta, Rosi può essere considerato autore simbolo e innovatore del cinema italiano di impegno civile, oltre che “Le mani sulla citta” e il “Il caso Mattei”,  anche con “La sfida”, il suo primo lavoro da solista alla regia e 'Salvatore Giuliano', film sulla vita del malavitoso siciliano raccontata attraverso una lunga serie di flash-back, Orso d'argento a Berlino nel 1961.
fonte: ANSA.it



mercoledì 2 maggio 2012

The Rum Diary – Cronache di una passione

 
di Emanuele Marchitto
Il film, che è uscito nelle sale italiane il 24 aprile 2012 ma già prodotto nel
2011 negli Stati Uniti, è ispirato al romanzo, “Cronache del Rum”, di Hunter
S. Thompson, uno scrittore e giornalista geniale, inventore del gonzo
journalism
. L’attore protagonista è l'inimitabile Johnny Depp. La storia: un reporter
e libero professionista, Paul Kemp, per la sua attività si trasferisce a
Porto Rico iniziando a lavorare per Il San Juan Carl. Nel frattempo conduce una
vita fatta di eccessi, alcool, donne che faranno della sua esistenza una
continua sfida, non fatta di sicurezze, di certezze, tutt'altro: una vita difficile
ed insidiata dagli eccessi.

THE AVENGERS


di Andrea Sigona

Il film che tutti i fan della Marvel stavano aspettando è uscito il 25 aprile. Questo “crossover cinematografico” tra i protagonisti dei film della stessa casa di produzione, diretto da Joss Whedon, tratta dei vari eroi Marvel, e in particolare di due agenti della squadra S.H.I.E.L.D., Natasha Romanoff (Scarlett Johansonn) e Clin Barton (Jeremy Renner); i due celebri scienziati: Tony Stark (Robert Downey Jr.) e Bruce Banner (Mark Ruffalo), il semi-dio Thor (Chris Hemsworth) e il super soldato Capitan America (Chris Evans), che si ritroveranno a far parte di una squadra speciale, “ I Vendicatori”, e comandata da Nick Fury (Samuel L. Jackson). Squadra che dovrà affrontare il malvagio dottor Selvig, capitanato a distanza dal perfido Loki, intenzionato a conquistare il mondo con un enorme esercito di alieni dotati di straordinaria potenza, i Chitauri.
Un applauso speciale va al regista Whedon, che è riuscito a creare una straordinaria sintonia tra i protagonisti, collegandoli ad un formidabile avversario. Grazie a una confezione attenta del “capitolo action”, gli scontri sono tutt'altro che noiosi rendendo il film molto scorrevole nonostante la sua mastodontica durata (143 min).

mercoledì 21 dicembre 2011

BENVENUTI AL NORD


Diretto sempre dal regista napoletano Luca Miniero, Benvenuti al Nord, composto dallo stesso cast del film precedente, è il sequel del famoso comedy “Benvenuti al Sud” e uscirà in tutte le sale il 20 gennaio 2012 . 
Gli scenari questa volta cambiano e sono Castellabate, dove è stato girato il primo film, e Milano.
Sono passati circa due anni dall’ultima volta in cui i due protagonisti, Mattia, e Alberto, interpretati rispettivamente da Alessandro Siani e Claudio Bisio, si sono incontrati.

sabato 19 novembre 2011

LA BÂS, educazione criminale


PAESE Italia
ANNO 2011
DURATA -
GENERE drammatico
REGIA Guido Lombardi
CAST Yssouf Abdou Karer 

Castelvolturno, 18 settembre 2008: vengono uccise sette persone, di cui sei immigrati. 
A circa tre anni dall’episodio di Castelvolturno un film che tratta della strage vince il “Premio Opera Prima Luigi de Laurentiis” al “Festival delle Arti Cinematografiche della Biennale di Venezia”. Si tratta di “Là-Bas, educazione criminale” scritto e diretto da Guido Lombardi, prodotto da “Figli del Bronx”, “Minerva” ed “Eskimo”. 

THE HUMAN CENTIPEDE first sequence


PAESE Paesi Bassi
ANNO 2010
DURATA 90 min
GENERE horror
REGIA Tom Six
CAST Dieter Laser, Akihiro Kitamura, Andreas Leupold

Un uomo con tanto d’impermeabile (in stile maniaco ossessivo-compulsivo) e fucile che insegue un camionista decisamente in salute apre la scena, ma l’attenzione passa subito dopo su due turiste americane (Lindsay e Jenny) che saranno le co-protagoniste della vicenda. Le due ragazze si stanno godendo le loro vacanze girovagando per l’Europa, precisamente in Germania, finché una ruota forata non le blocca nelle vicinanze di un tetro bosco e le costringe a chiedere aiuto. Ovviamente il segnale del cellulare è assente e le due americane cominciano a girovagare (di notte) alla ricerca di una casa o un ricovero di fortuna. Dopo aver tanto camminato trovano una casa che sembra molto ospitale, ma sarà proprio l’uomo della prima scena ad aprire loro la porta e ad invitarle ad entrare.