di Ababacar Diouf
Oramai sul tetto del mondo, i Muse si possono permettere di fare parecchi passi
falsi senza conseguenze alcune, grazie allo sciame di ragazzine fedeli come
vassalli, disposte ad ascoltare pure i peti di Bellamy, se venduti un formato
CD.
Fortunatamente, non avendo ancora perso la totalità delle loro capacità
artistiche causa fama, i Muse riescono a confezionare un prodotto oscillante
tra il terribilmente banale al vagamente interessate, con alcuni punti
veramente trascinanti.
Se questo album venisse ascoltato da qualcuno che ha riacquistato l'udito da
pochi minuti, rimarrebbe estasiato dal sound dell'opera, dalla sua imponenza
(atmosferica) e liricità.
Purtroppo buona parte delle idee utilizzate sono vecchie di almeno 20 anni e
utilizzate in modo terribilmente superficiale.
Analizzando da un punto di vista meramente tecnico, opera attinge (o ruba, che
dir si voglia) soprattutto al Rock anni 70 (Qualcuno ha detto Queen?)
principalmente guardando ai lati Synth, Dance e Art. Attenzione a parte merita
l'inserimento di parti Dubstep, che appare una scelta chiaramente commerciale.
Il suono del trio è in ogni caso invidiabile (a patto di sopportare la voce
lamentosa di Bellamy) eccezion fatta per la batteria, caratterizzata dal suono
più anonimo immaginabile.
Aggiungendo l'uso esagerato di cori (smettetela di copiare i Queen) e di
atmosfere magniloquenti (SMETTETELA DI COPIARE I QUEEN) si può avere una
panoramica di questo album, nel bene e nel male.
Bisogna però notare che esso rappresenta un grandissimo miglioramento
strutturale e contenutistico rispetto ad album come “The Resistence” , mere
raccolte di canzoncine commerciali.
Volendo valutare l'album come “l'ultimo dei Muse” l'opera ha gli stessi difetti
che appestano l'intera discografia, ma cerca almeno di trovare idee (rubandole
a casaccio) con un risultato piatto, ma sufficiente.
Purtroppo l'album sembra avere la presunzione di alzarsi dallo status di
“musica da ragazzine” per cercare il confronto con altre opere eclettiche,
fallendo miseramente e in modo abbastanza ridicolo.