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domenica 17 marzo 2013

MUSIC FOR DUMMIES

 ABABACAR DIOUF 


E' innegabile come la musica sia un ambiente di difficile accesso: tralasciando i soliti 4 successi pop, la maggior parte varia dall'incomprensibile all'inascoltabile, ed è praticamente impossibile “farsi una cultura” ,senza album fondamentali dai quali partire.
Per questo motivo cercheremo di fornirvi ogni domenica del materiale da ascoltare: da capolavori classici ad interessanti opere moderne.

venerdì 21 dicembre 2012

The Second Law


di Ababacar Diouf
 
Oramai sul tetto del mondo, i Muse si possono permettere di fare parecchi passi falsi senza conseguenze alcune, grazie allo sciame di ragazzine fedeli come vassalli, disposte ad ascoltare pure i peti di Bellamy, se venduti un formato CD.
Fortunatamente, non avendo ancora perso la totalità delle loro capacità artistiche causa fama, i Muse riescono a confezionare un prodotto oscillante tra il terribilmente banale al vagamente interessate, con alcuni punti veramente trascinanti.
Se questo album venisse ascoltato da qualcuno che ha riacquistato l'udito da pochi minuti, rimarrebbe estasiato dal sound dell'opera, dalla sua imponenza (atmosferica) e liricità.
Purtroppo buona parte delle idee utilizzate sono vecchie di almeno 20 anni e utilizzate in modo terribilmente superficiale.
Analizzando da un punto di vista meramente tecnico, opera attinge (o ruba, che dir si voglia) soprattutto al Rock anni 70 (Qualcuno ha detto Queen?) principalmente guardando ai lati Synth, Dance e Art. Attenzione a parte merita l'inserimento di parti Dubstep, che appare una scelta chiaramente commerciale. Il suono del trio è in ogni caso invidiabile (a patto di sopportare la voce lamentosa di Bellamy) eccezion fatta per la batteria, caratterizzata dal suono più anonimo immaginabile.
Aggiungendo l'uso esagerato di cori (smettetela di copiare i Queen) e di atmosfere magniloquenti (SMETTETELA DI COPIARE I QUEEN) si può avere una panoramica di questo album, nel bene e nel male.
Bisogna però notare che esso rappresenta un grandissimo miglioramento strutturale e contenutistico rispetto ad album come “The Resistence” , mere raccolte di canzoncine commerciali.
Volendo valutare l'album come “l'ultimo dei Muse” l'opera ha gli stessi difetti che appestano l'intera discografia, ma cerca almeno di trovare idee (rubandole a casaccio) con un risultato piatto, ma sufficiente.
Purtroppo l'album sembra avere la presunzione di alzarsi dallo status di “musica da ragazzine” per cercare il confronto con altre opere eclettiche, fallendo miseramente e in modo abbastanza ridicolo.

mercoledì 19 dicembre 2012

Advaitic Songs: l'ultima frontiera dell'antico



di Ababacar Diouf


Quando la colorata, tecnologica e pirotecnica modernità fallisce nel dare un senso all'arte della composizione dei suoni, la formula vincente si rivela un ritorno ad atmosfere antiche quanto affascinanti.
Se di raccolte di canti gregoriani e canti mantrici se ne trovano a bizzeffe, quest' opera rappresenta una fusione simbiotica tra antico e moderno, senza il minimo stridio o la minima forzatura.
Nascendo come sezione ritmica (drum and bass) del gruppo stoner-rock Sleep, è preminente l'elemento lentezza, che anzichè zavorrare l'opera, ne amplifica la solennità.
''Cardinale'' è la Fede, vista non come fanatismo o pratica ripetitiva e obbligata, ma come profonda contemplazione del Grande Essere, che permea ogni angolo di questi 5 pezzi, senza soffermarsi su qualche credo in particolare, cosa che annullerebbe il senso di sospensione mistica che è proprio dell'intera discografia degli OM.
Se “Addis” è la messa in musica di un canto in sanscrito dedicato a Shiva, State of Non Return canta di estasi mistica (con riferimenti alla fede bizantina) per arrivare a lyrics di argomento ebraico (Gethsemane e Sinai) e musulmano (Haqq al-yaquin).
A questa larga rosa di argomenti non ne corrisponde un'altrettanto larga di strumenti:
Batteria (che comprende percussioni orientali), basso (distorto e non) violoncello e un piano.
Questo, invece che impoverire i brani, li rende minimali e solenni, riuscendo a mantenere un senso di tensione attraverso l'ora di ascolto.
Praticamente assenti gli assoli e il virtuosismo, ogni strumento riesce a esprimersi in tutte le sue sfaccettature nel rilassato e solenne fluire dell'album, che, nonostante attraversi atmosfere spesso lontane tra loro, ha come comune denominatore un battito continuo e ipnotico: il cuore pulsante di questo lavoro.
Almeno in musica, le diverse culture riescono a unirsi senza conflitti.

                                                                          

mercoledì 21 dicembre 2011

REVENGE JELONEK


ARTISTA Michal Jelonek
ANNO 2011
TRACCE 14
GENERE Metal, Musica Classica
ETICHETTA Mystic Production

Ragazzo A: Hey, hai sentito l'ultimo di Jelonek?
Ragazzo B: EHHH? Chi è sto tipo? Piuttosto ascolta l'ultimo di Pitbull, che ha troppo ritmo!

FOR THE SAKE OF LEAVING


Intervista ai For The Sake of Leaving, gruppo Hardcore partenopeo.

Da dove è partita l'idea di questo gruppo? 
Nulla di così complicato e trascendentale, avevamo soltanto voglia di fare la musica che ci piace per divertirci e senza troppe pretese. 

sabato 19 novembre 2011

NATI PER SUBIRE


ARTISTA Zen Circus
ANNO 2011
TRACCE 11
GENERE Indie rock, Folk punk, Alternative rock
ETICHETTA La Tempesta Dischi

Ragazzo A: Hey, ma lo hai sentito il nuovo album degli Zen Circus?
Ragazzo B: E chi sono questi idioti? Piuttosto ascoltati "Legalize the Premier" che dice troppo la verità!
Ragazzo A: Sono un gruppo italiano che suona un misto tra punk, folk, pop con argomenti a carattere sociale.
Ragazzo B: Ah-ah, che schifo la musica italiana!