PAESE Paesi Bassi
ANNO 2010
DURATA 90 min
GENERE horror
REGIA Tom Six
CAST Dieter Laser, Akihiro Kitamura, Andreas Leupold
Un uomo con tanto d’impermeabile (in stile maniaco ossessivo-compulsivo) e fucile che insegue un camionista decisamente in salute apre la scena, ma l’attenzione passa subito dopo su due turiste americane (Lindsay e Jenny) che saranno le co-protagoniste della vicenda. Le due ragazze si stanno godendo le loro vacanze girovagando per l’Europa, precisamente in Germania, finché una ruota forata non le blocca nelle vicinanze di un tetro bosco e le costringe a chiedere aiuto. Ovviamente il segnale del cellulare è assente e le due americane cominciano a girovagare (di notte) alla ricerca di una casa o un ricovero di fortuna. Dopo aver tanto camminato trovano una casa che sembra molto ospitale, ma sarà proprio l’uomo della prima scena ad aprire loro la porta e ad invitarle ad entrare.
Non si sa nulla del “maniaco” (che assomiglia molto all’italiano Massimo Ranieri) finché le due ragazze non vengono drogate e trascinate nella cantina. Il suo laboratorio. L’uomo si scopre essere Dr. Heiter, un chirurgo di fama internazionale specializzato nella separazione dei gemelli siamesi , che vuole tentare un’impresa da “Dio”, ovvero creare un human centipede, connettendo tre corpi di tre persone e dando così vita ad una particolare tripletta di gemelli. Dopo il folle discorso che tiene alle sue vittime (le ragazze più un ragazzo asiatico) si mette all’opera. L’operazione ha buon esito e la tripletta prende vita. Fato vuole che Jenny si ammali gravemente e dr. Heiter sia costretto a cercare dei sostituti. Questa volta le sue vittime (due poliziotti) che riusciranno a liberarsi di lui (ma a che prezzo!). Il finale non è molto chiaro e lascia tutto all’immaginazione dello spettatore.Molto interessante come siano assenti inutili giri di parole e si passi subito al sodo. Il Dr. Heiter si rivela quasi fin da subito per quello che è: un pazzo. Non differentemente dagli scienziati nazisti, che conducevano i loro esperimenti nei campi di sterminio. Il regista Tom Six, con le sue inquadrature, tende e svelarci anticipatamente le caratteristiche dell’uomo. Le inquadrature della casa (di un bianco immacolato tipico della maggior parte dei serial killer del grande schermo), le immagini altamente chiare ed esplicite dell’operazione e gli scatti d’ira del personaggio danno l’idea dell’assurdità e della perversità che regnano nella testa del maniaco.
Non si possono esprimere giudizi sul doppiaggio poiché non è ancora uscito nelle sale italiane, ma nella versione originale è apprezzabile l’alternarsi dell’inglese, tedesco e cinese. Il film ha vinto diversi premi come quello per miglior film e miglior attore (per Dieter Laser) nella categoria horror dell’ Austin Fantastic Fest, miglior film al Screamfest L.A., miglior film al Sainte Maxime International Film Festival, miglior film al Ravenna Nightmare Film Fest e miglior cast al South African Horror Film Festival. Tom Six ha già annunciato che ci sarà un sequel (“The human centipede: the full sequence”) e che è in programma la trilogia dedicata al Centopiedi Umano.
DI CHIARA UCCELLO

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