sabato 19 novembre 2011

LA BÂS, educazione criminale


PAESE Italia
ANNO 2011
DURATA -
GENERE drammatico
REGIA Guido Lombardi
CAST Yssouf Abdou Karer 

Castelvolturno, 18 settembre 2008: vengono uccise sette persone, di cui sei immigrati. 
A circa tre anni dall’episodio di Castelvolturno un film che tratta della strage vince il “Premio Opera Prima Luigi de Laurentiis” al “Festival delle Arti Cinematografiche della Biennale di Venezia”. Si tratta di “Là-Bas, educazione criminale” scritto e diretto da Guido Lombardi, prodotto da “Figli del Bronx”, “Minerva” ed “Eskimo”. 

Eccoci con il protagonista di “La-bas, educazione criminale” Alassane Kader, originario della Repubblica del Benin.
Come ha conosciuto il regista, Guido Lombardi?
L’ ho conosciuto 10 anni fa sul set di un cortometraggio di Luca Martusciello. Guido faceva il camera-man, ci siamo conosciuti e ci siamo scambiati i contatti.

Come si sono svolti i casting per il film?
Sette anni fa mi venne l'idea di fare un film su un immigrato che viene dall'Africa pensando che qui sia “tutto oro”, ma poi scopre che la vita in Italia non è così semplice come credeva.
Allora ho chiamato Moses Mone (mio zio nel film) ed insieme a lui, non avendo le capacità materiali per rendere possibile la realizzazione di questo film, ho chiesto aiuto a Guido Lombardi. Da allora abbiamo iniziato a lavorare sulla prima sceneggiatura.

Si, ma i casting?
Scusa, sono avvenuti due anni fa con i cittadini africani di Castelvolturno.

Racconti brevemente la trama, senza rivelare il finale.
C'è questo ragazzo, Yussouf, che arriva dall'Africa per aiutare lo zio a “lavorare”. Yussouf, non sapendo di cosa si occupasse lo zio, va ad aiutarlo, ma quando si accorge che egli è in affari con la camorra è già troppo tardi. Yussouf è in Italia anche perché deve acquistare un macchinario per le sue opere d'arte, che costa 30mila euro e farà di tutto per procurarseli.

Nel film é citata la “maison bugie”: di cosa si tratta. Lei ha mai vissuto un esperienza del genere?
In italiano “maison bugie” significa “casa candela”, perché lì ogni tanto va via la luce o meglio lì non c'è proprio la luce. Una persona che viene dall'Africa pensa che in Italia almeno ci sia la corrente elettrica nelle case. Arrivando in un'abitazione dove non trova niente di tutto questo, per vedere di notte usano le candele. Da qui “maison bugie”. Io non ho vissuto lì, ma in una casa simile che si chiama “chaolin”, dove almeno c'è la luce.

Lei, oltre ad essere un attore, è anche compositore. Secondo lei l'esperienza di “La-bas” potrebbe offrirle qualche maggiore opportunità d’inserimento in questa società?
Io lo spero, soprattutto in questa società dove i neri africani non hanno possibilità di inserirsi. Noi siamo i primi ad augurarci che vada tutto bene. Per quanto riguarda la mia attività di compositore, in Italia faccio musica da otto anni, la mia etichetta si chiama “See Record” e siamo in tre ad occuparcene.
Noi aiutiamo i ragazzi napoletani e sud-americani ad esprimersi e, poiché loro non hanno voce nelle grandi case discografiche, gli diamo noi un'opportunità. Il progetto si chiama “Chi sono?”.

Secondo lei lo Stato italiano tutela sufficientemente i diritti degli immigrati?
No. Un immigrato è come un cittadino italiano, solo che proviene da un altro paese. Io penso che in Italia i doveri li rispettino tutti, anche noi africani, però purtroppo i diritti per noi non esistono.

È stato mai sfruttato dalla camorra?
Io no. Posso dire che non conosco nemmeno cosa sia la camorra.

Secondo lei sui media italiani si dà il giusto peso alla condizione degli immigrati?
No, poiché se ne parla solo quando arriva il barcone a Lampedusa oppure quando muore qualcuno annegato. Il problema non lo si risolve mai, lo usano solo come dibattito politico per vincere le elezioni.

Secondo lei questo film cambierà qualcosa nell'opinione pubblica italiana?
Si, credo di si. Non era mai successo che un film che parla d’ immigrazione vincesse quattro premi importanti, di cui due al Festival di Venezia e uno in Corea. Nel nostro film il 99% degli attori sono africani ed abbiamo già avuto tutto questo successo. Qui in Italia sembra che sia la prima volta che la gente veda un immigrato, per questo tutto ciò è già un gran bel traguardo.

Qual è stata la sua personale esperienza al Festival di Venezia?
Ero in Africa quando mi hanno detto che dovevo andare a Venezia. Io aspettavo una cosa del genere, ma non così importante. Venezia per me è un po’ come Sanremo, un sogno. Al festival ho visto tanti attori importanti ai quali non avevo mai immaginato nemmeno di avvicinarmi. È stata una emozione grandissima!

Convinca chi segue il Camaleo a vedere il vostro film.
“La-bas” non è un film qualunque! Il nostro è un film che dà consigli ai giovani immigrati che vengono qui e pensano che sia tutto facile, non è vero.
“La-bas” dice anche, agli italiani, che noi africani non siamo venuti qua per rubare loro il lavoro, ma che siamo qui poiché l'Italia è un po’ come se fosse per noi la vostra America.

Grazie.
Grazie a te.

DI CIRO AMITRANO

Nessun commento:

Posta un commento