di Amedeo De Chiara
Va a Francesco Rosi il Leone
d’oro alla carriera della 69° Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica
della Biennale di Venezia. Il regista e sceneggiatore napoletano ha ricevuto il
riconoscimento il 31 agosto, in occasione della proiezione della copia restaurata
del suo capolavoro Il caso Mattei (Palma d'oro a Cannes nel 1972), restauro
realizzato dalla Film Foundation di Martin Scorsese, con il sostegno di Gucci. “Sono
onorato e molto felice di ricevere questo riconoscimento estremamente
prestigioso, che è stato attribuito in precedenza a tanti grandi autori che amo
e ammiro - ha dichiarato Rosi - Ringrazio il Presidente della Biennale Paolo
Baratta e il Direttore della Mostra del Cinema Alberto Barbera per aver voluto
ricordare il mio contributo al cinema italiano e all'arte cinematografica in
generale”.
La decisione è stata presa,
infatti, dal Cda della Biennale presieduto da Baratta, su proposta di Barbera,
che ha così motivato la sua scelta: "Con una lunga benché non troppo
prolifica carriera, Rosi ha lasciato un segno indelebile nella storia del
cinema italiano del dopoguerra. La sua opera ha influenzato generazioni di
cineasti in tutto il mondo per il metodo, lo stile, il rigore morale e la
capacità di fare spettacolo su temi sociali di stringente attualità.” Accostato
al Neorealismo dell’immediato dopoguerra, Rosi se ne distaccherebbe, secondo lo
stesso Barbera, “per la precisa volontà di mescolare una fortissima propensione
a raccontare eventi, persone ed ambienti reali”, mentre rispetto al cinema politico
a lui successivo per “aver preferito sempre alla semplificazione ideologica un
durissimo lavoro di ricerca e documentazione”.
A quasi 50 anni dal primo e unico
premio ottenuto alla mostra veneziana (il Leone d’Oro per il miglior film “Le
mani sulla città”) Francesco Rosi ha ottenuto così il riconoscimento del suo
impegno nel documentare la storia dell’Italia e degli italiani, soprattutto del
sud. Padre nobile del cinema impegnato degli anni Sessanta e Settanta, Rosi può
essere considerato autore simbolo e innovatore del cinema italiano di impegno
civile, oltre che “Le mani sulla citta” e il “Il caso Mattei”, anche con “La sfida”, il suo primo lavoro da
solista alla regia e 'Salvatore Giuliano', film sulla vita del malavitoso
siciliano raccontata attraverso una lunga serie di flash-back, Orso d'argento a
Berlino nel 1961.
fonte: ANSA.it

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