mercoledì 27 febbraio 2013

La miglior offerta: un thriller terribilmente affascinante

Il regista Tornatore guida Geoffrey Rush in una scena del film
di Amedeo De Chiara
L'amore è come un'asta: non sai mai se la tua è la migliore offerta.
Questa è forse la battuta che meglio sintetizza l'ultimo film di Giuseppe Tornatore, alle prese con un thriller, un genere neanche poi così sconosciuto al regista (basti pensare ai suoi precedenti Una pura formalità o La sconosciuta)di respiro internazionale prodotto dalla Warner Bros. e con a disposizione un cast davvero eccezionale.
Protagonista è Geoffrey Rush, che interpreta Virgil Oldman, un rinomato battitore d'aste di grande successo, solitario, che vive in una casa troppo grande per lui; la sua è una vita monotona, lontana da ogni possibile affetto, lontano da ogni contatto con gli altri e col mondo: singolare è la scena che lo ritrae a cena solo al solito ristorante mentre, osservato da tutti, impugna le posate coi guanti. L'unico amico di Virgil è Billy, interpretato da Donald Sutherland (diretto già da altri registi italiani come Fellini nel suo Casanova o Bertolucci in Novecento), un pittore di cui Geoffrey ha mortificato ogni ambizione, suo complice nel procurarsi alle aste che Virgil stesso batte i ritratti femminili di inestimabile valore scoperti durante la sua lunga carriera in ville diroccate o nelle collezioni di nobili decaduti. Solo a questi volti, custoditi in una camera segreta della sua casa, guardacaso nascosta dietro l'enorme guardaroba dedicato solo ai suoi guanti, Virgil dedica le proprie attenzioni; solo queste sono le persone, le donne con cui vuole avere a che fare.
Oldman, un nome parlante: all'avanzata età del personaggio si uniscono la fama di una prestigiosa e consumata carriera e quella regolare, appagata, quasi annoiata, routine di ogni giorno. Ma qualcosa sconvolgerà il regolare scorrere dell'esistenza di Virgil.
Una telefonata, solo una telefonata: è così che comincia ad incrinarsi quell'equilibrio raggiunto da Virgil. Una giovane donna di nome Claire che non rispetta le regole del lavoro di Virgil, che con ogni sorta di scusa elude ogni incontro col grande battitore d'asta, a poco a poco attratto nella sua villa, nel mondo decadente misterioso di questa ragazza invisibile e fuggevole.
L'acume di Oldman lo condurrà alla scoperta: Claire, da quando lo ha telefonata, non è mai uscita dalla villa; si tratta, dunque, di un agorafobica che, come confessa la ragazza, non esce di casa dall'età di 15 anni. Virgil comincia così a interrogarsi sulla vita della ragazza e, da quando il custode della villa si allontanerà temporaneamente dalla villa, a occuparsene, infine, a innamorarsene. Fino, anzi, a chiedere consigli a Robert, il giovane e brillante artigiano a cui si rivolge anche per ricostruire l'antico automa di cui ritrova a poco a poco i pezzi nella villa di Claire. Gli ultimi pezzi li troverà nella sua camera, nella quale Claire infine, che sembra ormai corrispondere il sentimento di Virgil, lo farà entrare. Ma i sentimenti umani, come le opere, si possono simulare? Sarà poi l'automa a rivelare a Virgil con la sua stessa voce la tremenda verità.
Proprio il finale è stato il maggiore elemento che ha diviso la critica. Ma questa meravigliosa e al tempo stesso terribile e inquietante pellicola non poteva concludersi diversamente: per un uomo così gelido una scommessa così rischiosa con i legami non potrà avere altri esiti. Perché, come nelle aste, in cui bisogna veramente conoscere l'arte per riconoscere il pezzo d'autore non contraffatto, così nei sentimenti bisogna vivere tra le persone per conoscerle veramente.
Tornatore firma un thriller ben riuscito:  La migliore offerta è un film intenso, accompagnato nei suoi momenti più drammatici dalle incalzanti musiche di Ennio Morricone. Ma è soprattutto la forza evocatrice degli oggetti che rende forza alla trama: basti pensare alla statua dei due amanti dietro la quale Virgil si nasconde per spiare Claire o i pezzi di automa. Se riuscirete a resistere per 124 minuti di tensione e sarete pronti a un finale annichilente, e tuttavia così potente, resterete ammaliati dalle atmosfere cupe, dalla suspense e dalla magnifica interpretazione di Geoffrey Rush, dell'affascinante Sylvia Hoeks e di tutti gli altri attori del cast.
fonti: www.globalpress.it


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