Titolo originale: De rouille et d’os
Paese: Francia, Belgio
Anno: 2012
Durata: 120 min.
Durata: 120 min.
Regia: Jacques Audiard
Genere: drammatico, romantico.
di Chiara Uccello
Sopravvivenza, ridefinire i propri limiti ed accettarli.
Questo accomuna Stéphanie (Marion Cotillard) addestratrice di orche, ed Ali
(Matthias Schoenaerts) ex boxeur, privati entrambi della loro libertà e dell’indipendenza.
La bella Stéphanie perde l’uso delle gambe in seguito ad uno dei suoi
spettacoli, mentre il rude Ali è costretto ad abbandonare il suo sogno di
lottatore per badare al figlio di cinque anni ,Sam, senza avere neanche un
soldo in tasca. I due sono destinati ad incontrarsi quando Ali decide di
trasferirsi dalla sorella ad Antibes, dove trova lavoro come buttafuori in una
discoteca. E’ proprio qui che incontra Stéphanie, mentre cerca di sedare una
rissa causata proprio dalla bella ed impetuosa ragazza. Ferita, Stéphanie viene
riaccompagnata a casa da Ali, il quale le lascia il numero di telefono. Passano
mesi prima che la fatidica telefonata arrivi. Stéphanie è costretta sulla sedia
a rotelle mentre la sua vita arrugginisce ed il peso delle ossa diventa sempre
più insopportabile. Ali decide di riportarla alla vita, anche se in un modo
tutto suo.
Poche frasi significative, molti silenzi che fanno intuire
il rapporto tra i due personaggi. Jacques Audiard ( “Il profeta”- 2009) è
riuscito a rendere a pieno il dramma umano, avviando un percorso di catarsi sia
nei suoi protagonisti che negli spettatori. La colonna sonora di Alexandre
Desplat, (in cui sono presenti molti
brani di Bon Iver ) risulta decisamente suggestiva, dando il suo contributo
nella resa del film, il quale non è melenso, sdolcinato o stucchevole, ma riesce
a trasmettere l’amore attraverso la brutalità della vita. E’ il dolore che farà
rinascere Ali e Stéphanie, nell’anima prima che nel corpo.

Nessun commento:
Posta un commento