mercoledì 19 dicembre 2012

HENRY BARTHES



















di Francesca Alvino


Alcuni di noi credono di poter cambiare qualcosa. A un certo punto ci svegliamo e ci rendiamo conto di aver fallito.


Così dice, riferendosi alla sua professione, Henry Barthes, insegnante di matematica in una scuola pubblica americana. Anche qui c'è un giovane prof. di matematica, americano , 28 anni , proveniente da Chicago, lui è David D'antonio. Il nostro prof. non ha scelto Milano, perché troppo CHIC , nè Roma , perchè per turisti, ma Napoli ,per i suoi contrasti e la sua storia. David decide di diventare insegnante per "essere qualcosa di diverso". " TO BE SOMETHING ELSE " questa è la novità che è venuto a portarci oggi ; consapevole di non essere all’altezza di ciò di cui hanno bisogno i suoi futuri allievi in un mondo troppo liquido nelle relazioni e troppo fragile nelle fondamenta culturali, sconsolato dice: «Questi ragazzi hanno bisogno di qualcos’altro.>> Ma di che cosa hanno bisogno, allora? Di ricostruire il triangolo amoroso tra scuola, famiglia e studenti. Il nostro giovane prof. è impegnato in molte attività e progetti con il solo scopo di dimostrare che la scuola, per chi ci crede, è una relazione a tre. È l’unico triangolo amoroso che può funzionare se tutti fanno lo sforzo di perseguire il bene comune che c’è in gioco: il futuro dei ragazzi. L’unico triangolo amoroso in cui tutti possono essere felici. L’educazione non è qualcosa che si improvvisa, ma richiede, caso per caso, un piano condiviso. Se non c’è un progetto educativo comune gli insegnanti diventano erogatori di voti, i genitori clienti, gli studenti utenti. Una relazione in perfetto stile utilitaristico, con persone trasformate in prodotti di una catena di montaggio di diplomi. Ma l’uomo non è mai prodotto, mai mezzo, ma sempre fine. O riportiamo la Scuola alla sua vocazione o ci teniamo questa grande Scuola-Guida, in cui un insegnante con una laurea e un dottorato in lettere classiche, due anni di corso di specializzazione per l’abilitazione vinto dopo un concorso con migliaia di persone per 60 posti, un master, 12 anni di insegnamento, un desiderio sconfinato di continuare a fare questo mestiere, per la Scuola di Stato non è altro che un precario in una graduatoria, abile solo, a meno di 20 euro all’ora, a coprire supplenze temporanee sufficienti a erogare qualche voto, mica a far crescere i ragazzi in una relazione continua nel tempo. Se nel nostro percorso di vita incontriamo persone capaci di creare "altro" non essendo altro che loro stessi allora in gioco è fatto!


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