di Sarah Meraviglia
Fotografie di Greta Forino
Ardete dalla voglia di scoprire qualcosa in più sui famigerati quattro
baldi giovanotti che ci rappresenteranno quest’anno? Siete alla ricerca di
qualche notizia che li possa rendere ricattabili? Allora avete scelto la pagina
giusta! Rullo di tamburi e squillo di trombe, ecco a voi Pierluigi Avallone,
Amedeo De Chiara, Lorenzo De Natale e Luigi Ferrara! (E se ci fate caso,
pronunciandoli in questa sequenza i loro cognomi sono anche in rima!)
Qual è il tuo gruppo sanguigno?
P: non lo so.
A: A positivo, cosa che secondo me dovrebbe essere scritta sui
documenti di riconoscimento.
Lo: non l’ho mai saputo.
Lu: non lo so, zero acca negativo?!
Citazione preferita?
P: “Hasta la victoria siempre!” (Che Guevara)
A: “Chi è che può cambiare il mondo? Io e lei!” (Maria Teresa di
Calcutta)
Lo: “Dovrebbero essere i governi a tenere i popoli e non i popoli a
tenere i governi “( lo ha detto un tipo forte, lo dicono anche in V per
vendetta).
Lu: “Carpe diem” fai “cogli
l’attimo” che è meglio!
Se fossi un personaggio storico sarei …
P: Karl Marx (uagliù facimm a rivoluziooon! )
A: Mi ispiro a personaggi come Ghandi o Mandela, ma se fossi stato un
personaggio storico avrei scelto di essere Calvino.
Lo: Caio Giulio Cesare.
Lu: Alessandro il grande.
Se fossi un personaggio della politica italiana sarei…
P: Nessuno! Per carità!
A: Vendola, molto probabilmente, per la mia loquacità e astrattezza.
Lo: Non ne ho la più pallida idea.
Lu: Nessuno. Anzi no,
Berlusconi, per certi aspetti ( sord, femmn, 70 anni e i capelli ancora in
testa!)
Qual è l’obiettivo principale del tuo essere rappresentante
d’istituto?
P: il cineforum!
A: Il mio obiettivo è quello di concepire una scuola più partecipata,
una scuola positiva in cui vengano ascoltati e messi al primo posto i talenti e
stimolati coloro i quali invece sono meno interessati. La scuola secondo me
deve essere il punto di riferimento di ogni studente, dovrebbe essere piena di
laboratori, di attività, incontri e manifestazioni organizzate dagli studenti
per gli studenti.
Lo: Gli obiettivi principali sono due: 1. Cercare di mantenere acceso
il movimento studentesco anche dopo le feste natalizie; 2. Istituire un’aula
autogestita per gli studenti.
Lu: Creare uno spirito tra le persone, cioè non un’idea ma una
complicità tra gli studenti, cosa che si è persa negli ultimi anni, dal punto
di vista scolastico più che politico. Far riaccendere una posizione scolastica
nello studente.
Cosa diresti a coloro i quali ti hanno eletto?
P: Ringrazio tutti quelli che mi
hanno eletto per la fiducia che hanno riposto in me; perché l’avete fatto?!
A: Prima di tutto grazie della fiducia. Il mio impegno sarà quello di
non deluderli. Se hanno creduto in me per la voglia di fare qualcosa di diverso
e per rendere più costruttivo il tempo passato in queste mura, sappiano che
sarà questo il mio obiettivo. La settimana dello studente per esempio , della
quale io non sono stato certamente l’unico fautore, ha rappresentato
l’attuazione di quello che era un progetto mio e dei miei compagni di lista.
Lo: Mannaggia a voi!
Lu: Grazie per aver creduto in me e aver appoggiato il mio pensiero.
Cosa diresti a coloro i quali NON ti hanno eletto?
P: Pazienza! Tanto sono salito lo stesso!
A: Prima cosa, spero che abbiano votato e che abbiano comunque espresso
il proprio voto, che sia per un mio compagno di lista, per una persona
dell’altra lista o se hanno depennato tutte le voci, poiché la scuola ha
bisogno di avere più voci: dico NO al bipolarismo.
Lo: Avete fatto bene!
Lu: Se credevano che altre persone avevano più capacità di me, non dico
niente a loro sfavore, non li insulto.
Cosa ti ha spinto a candidarti alla rappresentanza d’istituto?
P: la mia pazzia!
A: Dopo essermi avvicinato alla scuola, cercando di analizzarne i
problemi, volevo dare il mio contributo e condividere le mie idee.
Lo: Poter rappresentare me stesso e non essere rappresentato da altri.
Lu: Molti amici me l’hanno proposto perché potevo rappresentare una
figura forte all’interno della scuola.
Prima l’uovo o prima la gallina?
P: Tutti e due: Gesù Cristo l’ha fatto apposta, li ha creati insieme.
A: Dipende da chi è l’uovo e chi è la gallina. Secondo me, in
definitiva, è la gallina; anche se l’uovo può essere immagine del mondo se
vogliamo. Dice Stefano Benni: “Le galline non ci hanno mai chiesto se Adamo ed
Eva fossero adulti o bambini!”
Lo: Prima la gallina.
Lu: Prima l’uovo.
Ti aspettavi d’essere eletto?
P: si!
A:No, perché non era un mio pensiero.
L’importante era conquistare seggi nella lista, avrei comunque aiutato i
rappresentanti della mia lista che ce l’avrebbero fatta. Mi aspettavo però che
almeno una ragazza fosse eletta; è impossibile pensare che da tre anni non ci
sia al Vico una ragazza meritevole di sedere in consiglio!
Lo: Io no, però altre persone dicevano di si.
Lu: Sinceramente, se ti proponi come rappresentante devi essere
positivo e consapevole di poter essere eletto.
Com’ è stato l’impatto con il nuovo ruolo? Prime impressioni?
P: …
A: è un lavoro duro, purtroppo. Stanca, per questo chiedo una maggiore
partecipazione degli studenti i quali non devono fare certo il mio lavoro ma
ognuno deve fare la sua parte. Gli studenti devono aiutarci e non delegare, e
questo è un problema che riguarda le assemblee d’istituto.
Lo: Stress. Essere la voce di 1200 studenti è impegnativo però posso
scroccare tutte le sigarette che voglio!
Lu: L’impatto è stato positivo però ovviamente questi ultimi due mesi
sono stati i più stancanti perché sono i più “caldi” e quindi abbiamo dovuto
organizzare tutto il movimento studentesco.
Cosa cambieresti assolutamente all’interno della nostra scuola?
P: La mentalità delle prime, sono troppo attaccati ai media, si fanno
influenzare dagli esempi sbagliati della società.
A: Non mi piace il fatto che non ci sia partecipazione né condivisione.
Ci vuole più sinergia, ciò non significa “andare tutti d’accordo” bensì
collaborare. C’è bisogno soprattutto di maggiore serietà, bisogna essere seri
anche quando si fanno le cose belle e divertenti altrimenti diventano motivo di
stress o peggio d’imbarbarimento.
Lo: Il rapporto alunno-docente
Lu: Sinceramente la cosa che cambierei della scuola è il fatto che la
scuola ha 4 piani ma in realtà sono 3. Mi spiego meglio: quando si salgono le
scale, in realtà i piani sono 4 ma solo 3 sono effettivi.
Qual è secondo te il metodo di protesta più valido,diciamo pure, il
tuo “preferito”?
P: Marlene! ( non è vero)
A: La manifestazione. Scendere in piazza e farsi vedere. Ma in generale
la protesta deve essere una sorpresa, un qualcosa che vada contro corrente,
indignata e propositiva. Io allora direi, scendiamo in piazza e rendiamola una
festa in cui si manifesti indignazione e voglia di vivere!
Lo: La manifestazione e la lezione in piazza.
Lu: Sono tutti fondamentali secondo me, dipende dal momento e dalla
forza. I miei preferiti sono l’autogestione e in certi casi anche
l’occupazione.
Lorenzo, Pierluigi, l’essere
fratelli di ex rappresentanti d’istituto del Vico influenza in qualche modo il
vostro agire?
P: Sicuramente no , perché siamo 2 persone completamente diverse. La
cosa che mi ha stupito molto e che a distanza di 5 anni il nome di mio fratello
sia ancora nominato dai professori
Lo: Assolutamente no! Mi è stato solo detto che, nel caso in cui non
fossi stato eletto, sarebbe stata un po’ una vergogna.




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