sabato 16 marzo 2013

La 215

Oppure Aula degli Aborigeni


di Piera Angela


Ben trovati, care lettrici e cari lettori. Nella nostra puntata, oh no, scusate, spazio odierno della nostra rubrica, parleremo delle testimonianze degli aborigeni australiani nel Liceo Vico di Napoli.
Il ritrovamento delle testimonianze di questi gruppi ha suscitato il grande stupore della comunità scientifica (mentre è passato alquanto inosservato presso l’istituto napoletano) ed ha aperto nuovi interrogativi sui flussi migratori delle popolazioni nella preistoria dell’uomo: sono forse la testimonianza del passaggio di quest’etnia attraverso la penisola italiana durante la glaciazione? O sono forse risalenti a gruppi di aborigeni entrati in contatto con gli europei nel XVIII secolo e trasferitisi nel vecchio continente? Solo un più accurato esame al Carbonio 14 potrà fornire una più precisa datazione per questi reperti.
Ma esattamente di che cosa si tratta? Si tratta di pitture parietali policrome contraddistinte dalla più autentica tradizione aborigena. Il ritrovamento è avvenuto solo di recente, perché il sito era collocato in un ramo secondario del corridoio del secondo piano; in fondo al corridoio si è trovato, dunque, un’aula completamente tappezzata di raffigurazioni di falli. Alcuni di essi raggiungono notevoli dimensioni; uno tra essi svetta per oltre due metri, in scala 10 a 1. Una scoperta davvero interessantissima. Come ben saprete, tali raffigurazioni simboleggiavano il grado sociale degli individui di queste comunità ed erano riservate solo agli uomini più emeriti del gruppo; la grandezza delle rappresentazioni era proporzionale al rango sociale di ciascun uomo.
Numerose sono in verità tali testimonianze di primitivo estro artistico nell’istituto, ma non raggiungono le dimensioni di questo sito. Solo recentemente, dopo l’importantissima scoperta, si è aggiunto un nuovo sensazionale ritrovamento: un’enorme raffigurazione di oltre 6 metri che occupa la parete di un intero piano delle scale interne nell’ala nord-ovest, molto rassomigliante al Basilisco di Harry Potter, il mostruoso serpente che pietrifica con lo sguardo della serie cinematografica molto amata dai più giovani.
Speriamo che la scuola e le istituzioni, coordinate, magari, dai Ministeri dell’Istruzione e dei Beni culturali, sappiano valorizzare meglio questa importantissima testimonianza delle civiltà che ci hanno preceduto. Buonasera.

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