di Piera Angela
Ben trovati, care lettrici e cari
lettori. Nella nostra puntata, oh no, scusate, spazio odierno della nostra
rubrica, parleremo delle testimonianze degli aborigeni australiani nel Liceo
Vico di Napoli.
Il ritrovamento delle
testimonianze di questi gruppi ha suscitato il grande stupore della comunità
scientifica (mentre è passato alquanto inosservato presso l’istituto
napoletano) ed ha aperto nuovi interrogativi sui flussi migratori delle
popolazioni nella preistoria dell’uomo: sono forse la testimonianza del
passaggio di quest’etnia attraverso la penisola italiana durante la
glaciazione? O sono forse risalenti a gruppi di aborigeni entrati in contatto
con gli europei nel XVIII secolo e trasferitisi nel vecchio continente? Solo un
più accurato esame al Carbonio 14 potrà fornire una più precisa datazione per
questi reperti.
Ma esattamente di che cosa si
tratta? Si tratta di pitture parietali policrome contraddistinte dalla più
autentica tradizione aborigena. Il ritrovamento è avvenuto solo di recente,
perché il sito era collocato in un ramo secondario del corridoio del secondo
piano; in fondo al corridoio si è trovato, dunque, un’aula completamente
tappezzata di raffigurazioni di falli. Alcuni di essi raggiungono notevoli
dimensioni; uno tra essi svetta per oltre due metri, in scala 10 a 1. Una
scoperta davvero interessantissima. Come ben saprete, tali raffigurazioni
simboleggiavano il grado sociale degli individui di queste comunità ed erano
riservate solo agli uomini più emeriti del gruppo; la grandezza delle
rappresentazioni era proporzionale al rango sociale di ciascun uomo.
Numerose sono in verità tali
testimonianze di primitivo estro artistico nell’istituto, ma non raggiungono le
dimensioni di questo sito. Solo recentemente, dopo l’importantissima scoperta,
si è aggiunto un nuovo sensazionale ritrovamento: un’enorme raffigurazione di
oltre 6 metri che occupa la parete di un intero piano delle scale interne
nell’ala nord-ovest, molto rassomigliante al Basilisco di Harry Potter, il
mostruoso serpente che pietrifica con lo sguardo della serie cinematografica
molto amata dai più giovani.
Speriamo che la scuola e le
istituzioni, coordinate, magari, dai Ministeri dell’Istruzione e dei Beni
culturali, sappiano valorizzare meglio questa importantissima testimonianza
delle civiltà che ci hanno preceduto. Buonasera.
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