venerdì 21 dicembre 2012

STOP BULLYING!


Di Maria Claudia Gatto



Ancora una volta Amanda Todd pranzava da sola al tavolo del refettorio scolastico.
Ancora una volta non è una sua scelta.
Nei suoi occhi non c’è che un profondo dolore e una grande voglia di andare via, per sempre.
Nel corso di tre anni Amanda aveva cambiato tre volte scuola, ma ciò non era servito: quella dannata foto continuava a perseguitarla.
Tutto inizia quando ,all’età di dodici anni, un ragazzo la contatta via computer: è più grande, troppo, ma Amanda ha fiducia in lui, quel ragazzo così dolce che le dice di essere bellissima e perfetta. Poi, qualcosa cambia: lui le chiede di alzarsi la maglietta. Amanda non ci pensa troppo , è su di giri; si sente bella e sicura di sé: accetta. E’ in quel momento che ,attraverso la webcam, lui le scatta una foto. Dopo poche ore la foto ha già fatto il giro del web ed è nata una pagina facebook “il seno di Amanda Todd”. Amanda è disperata ,non sa che fare. A scuola iniziano ad evitarla, la deridono, la isolano. I genitori prendono la decisione di trasferirla in una nuova scuola, ma quel ragazzo sa tutto di lei, la minaccia, conosce i suoi amici, il suo indirizzo: non ha scampo.
Amanda ,ormai, è completamente sola, sola con il suo corpo. Allora decide di farsi male, per farla finita con quella storia, per darci un taglio, inizia a tagliare se stessa. Le sue braccia, nel giro di poche settimane, si ricoprono completamente di cicatrici inflitte nei modi più diversi, ma che non le fanno mai male quanto il dolore che porta dentro.
Si trasferiscono in una’altra città. Amanda non è più solare come un tempo: è morta il giorno in cui è nata quella foto; non ha più la forza per rimanere in piedi, figuriamoci quella per andare avanti.
Nella nuova scuola, però, qualcuno si accorge di lei : un ragazzo. Lui, è l’unico che le rivolge la parola, che sta con lei. Amanda sa che è fidanzato, ma non le importa; si sente di nuovo viva e non vuole sprofondare più in quell’oceano profondo e nero.
Un pomeriggio, dopo scuola, la invita a casa: sono soli, fanno l’amore. Amanda si sente più forte pensa che, adesso,saranno in due ad affrontare il mondo. Il giorno dopo la ragazza di lui, con delle amiche, l’aspetta fuori scuola, l’insultano. Una folla sempre più grande la circonda, iniziano a pestarla: nessuno ha pietà di lei. Amanda vuole mettere fine al suo dolore e un’idea malsana inizia a frullarle per la testa: beve del detersivo. La sensazione di quel liquido che le graffia la gola è dolce, ma lo è di più l’idea di lasciare quel mondo che le ha inflitto tanta sofferenza. Amanda si salva e sul web compaiono foto in cui ragazzi la deridono, fingendo di bere del detersivo. A quel punto inizia a fare uso di alcol e droga per dimenticare e allontanarsi dalla sofferenza.
E’ stanca e decide di raccontare la sua storia in un video su youtube: il viso non si vede, è coperto da fogli, che scorrono lentamente, su cui è narrata tutta la sua sofferenza. Dopo un mese Amanda prende una decisione definitiva: si scopre nuovamente le braccia e con la più tagliente e seducente delle lame s’infligge un taglio netto, aggiungendo alla morte della sua anima quella del suo corpo.

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