di Amedeo De Chiara
L'attesa era grande per molti tra i ragazzi, ma all'appuntamento non si è fatto attendere, anzi. Il Console Rodriguez è arrivato puntuale e guardava curioso il gran traffico attorno a lui in Aula Magna. Così, martedì scorso si è svolto l'incontro che ha tenuto in fermento per parecchi giorni gli studenti di indirizzo Classico.
Il terrore di molti, quello di doversi confrontare con un dibattito in una lingua straniera, si è dissolto grazie al chiaro e pulito American English del Console Rodriguez e ai numerosi interventi del pubblico del triennio Classico. Pur studiando lingue morte, alcuni ragazzi hanno, infatti, dimostrato di avere un vivo possesso della lingua inglese e, anzi, di masticarla parecchio bene; altri, più semplicemente di digerirla senza troppi problemi.
L'incontro, che rientra a pieno titolo nel Fulbright, il programma binazionale che unisce dal 1948 l'Italia agli States, è nato per far conoscere la realtà della comunità ispanica negli Stati Uniti. Una realtà forse sconosciuta ai più in questa parte del mondo, ma tutt'altro che marginale nell'economia sociale degli Stati a stelle e strisce.
Ha detto, infatti, il Presidente Obama:
La storia degli Ispanici in America è la storia dell'America stessa
In effetti la comunità ispanica copre una gran parte dell'intera popolazione americana: più di 48,4 milioni di cittadini americani sono infatti ispanici. Le loro origini sono per lo più nel centro America (70,9%), principalmente dal Messico (63,0% del dato di prima). Sono concentrati per lo più in California (27,8% della distribuzione totale), nel Texas (18,7%), in Florida (8,4%) e ben 6,5% nella sola città di New York. Le previsioni vedono un aumento della percentuale ispanica nella popolazione americana fino al 30,2% nel 2050.
E il loro peso sociale è crescente: dal Giudice della Corte Suprema Sonia Sotomayor al Sindaco di Los Angeles Antonio Villaraigosa, passando per l'astronauta Josè Hernandez.
La comunità ispanica è in forte crescita e non solo democratica: i giovani ispanici, nati non solo al di fuori degli States, si inseriscono a pieno titolo nel 31% della popolazione americana biculturale.

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