lunedì 29 ottobre 2012

Catania - Juve: proteste e dichiarazioni oltre la partita



di Amedeo De Chiara
44 secondi: è il tempo che potreste impiegare a leggere questo articolo. Oppure quello che un arbitro può arrivare a impiegare per annullare un goal.
Agli appassionati di calcio il riferimento sarà chiaro; per tutti i profani sarà detto che l'episodio in questione è legato alla partita di serie A giocata a Catania domenica scorsa tra la squdra etnea e la Juventus e che il direttore di gara era Gervasoni. Il quale, dopo aver convalidato la rete dell'1 a 0 per il Catania (per altro validissima), l'ha successivamente annulata su protesta della panchina bianconera e dopo una lunga discussione con l'arbitro di porta Rizzoli, uno tra i direttori di gara italiani più quotati della federazione italiania e all'estero, e il guardalinee Maggiani, pressato dalle veementi proteste bianconere. La gara si è definitivamente avvelenata poi con un altro errore arbitrale, anzi lo stesso, ma al contrario: Maggiani non segnala il fuorigioco della Juve nell'azione dalla quale è scaturito il decisivo vantaggio bianconero.
Proprio questo aspetto della conduzione arbitrale è stato l'oggetto della furiosa protesta del Presidente del Catania, Antonio Pulvirenti, che ha parlato di "sudditanza psicologica" nei confronti della Juventus. Al Presidente era stato imposto dall'arbitro l'allontanamento fino al termine della gara per le sue proteste; disposizione che poi Pulvirenti non ha osservato, guadagnandosi l'ammonizione con diffida del giudice sportivo, che ha così motivato la sanzione:  
"per avere, al 25' del primo tempo, contestato platealmente l'operato arbitrale, rivolgendo un ironico apprezzamento al Direttore di gara e omettendo, dopo il consequenziale allontanamento, di uscire dal recinto di giuoco fino al termine della gara. Infrazioni rilevate dal Quarto Ufficiale e dai collaboratori della Procura federale".
Ma il Presidente del Catania ha rilanciato le accuse, denunciando una simpatia del guardalinee Maggiani per la squadra torinese, simpatia provata dalla pubblicazione sul suo presunto profilo Facebook di una foto dello stemma juventino l'8 maggio scorso, due giorni dopo la conquista dello scudetto. Ma l'Associazione arbitri assicura che Maggiani non ha un profilo Facebook e dichiara:
L'Aia ha ricevuto dall'assistente arbitrale Maggiani attestato in cui egli precisa che la notizia secondo cui lo stesso sia titolare di un profilo personale o di una pagina sul social network Facebook è destituita di ogni fondamento. Al fine di tutelare l'integrità etica dell'arbitro e l'immagine istituzionale l'Aia fa riserva di intraprendere le azioni legali più opportune nei confronti degli autori dell'iniziativa mediatica, realizzata attraverso la suddetta piattaforma new media, e verso chiunque abbia diffuso e diffonda la notizia palesemente falsa mediante qualsiasi mezzo di comunicazione. Analoga segnalazione viene inviata alla Procura Federale affinché accerti le responsabilità di soggetti eventualmente tesserati.

Pulvirenti non ha risparmiato neanche la società bianconera, lanciando una provocazione al suo Presidente:
Agnelli che vuole riformare il calcio inizi dalle cose più semplici. Chieda lo 0-3 a tavolino per la sua squadra. Farebbe un gran gesto.

Probabilmente, però, la dichiarazione più significativa l'ha rilasciata l'Ad della società bianconera Marotta, che ha escluso il condizionamento della decisione arbitrale da parte dei giocatori della Juventus e che ha asserito che la sua squadra avrebbe comunque meritato la vittoria. Tralasciando il fatto che la prova agonistica dei giocatori bianconeri non è stata proprio delle migliori, è assurdo poter dichiarare che la partita si sarebbe risolta con la vittoria della Juve: questo pronostico non è matematicamente accertabile fino alla conclusione della gara, neanche se la Juve fronteggiasse l'ultima classificata della Seconda Divisione.
Per quanto riguarda le proteste della panchina bianconera, il calcio avrebbe molto da imparare da altri sport come il rugby, dove non è consentita alcuna protesta, ma perché gli arbitri hanno tutto il tempo e la tranquillità per prendere le loro decisioni, senza doverle poi ritrattare. Ma come si può avere un atteggiamento più sportivo in un campionato dove una sconfitta è per una società una grave perdita economica più che un intralcio alla corsa al titolo?




fonte: Ansa.it

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