venerdì 21 settembre 2012

Lucarelli e i giovani giornalisti


Intervista a Ottavio Lucarelli, Presidente dell' Odg  Campania, rilasciata nel corso della conferena stampa dello Youth Media Days Festival
di Amedeo De Chiara, Francesco Di Lucrezia e Mattia Ostinato
Lei ha detto, durante la conferenza-stampa, di essersi stupito di vedere tanti giovani alla sede dell'Ordine.
L'Ordine è come un termometro, che monitora lo stato di salute della nostra professione, che con mio grande piacere, nonostante le tante difficoltà, continua ad attrarre tantissimo i giovani; e mi sono stupito, perché non avevo mai visto tanti giovani, qui alla sede dell'Ordine.

Qual è il ruolo di giovani nella battaglia al precariato?
Io trovo positivo il lavoro che stanno svolgendo i ragazzi del Coordinamento dei Precari, nato a Napoli ma presto diffusosi in tutta la Campania; la loro attività di monitoraggio sopperisce molto spesso ai comitati di redazione.

Cosa può indurre un giovane giornalista ad accettare i soprusi di un editore?
Principalmente è la corsa al tesserino, per il quale molti giovani sarebbero disposti ade accettare tutti i soprusi e le angherie, financo a non essere pagati. Eppure i  colleghi del Coordinamento ci hanno ricordato che da gennaio é in vigore la Carta di Firenze, che speriamo sanzionerá i casi di abuso.

E come si pone l'Ordine nei confronti del precariato?
In questa conferenza stampa ho esordito parlando del dialogo e del confronto con i precari, subito. E proprio da questo dialogo, da questo confronto, che é venuto un arricchimento che il sindacato dovrebbe fare proprio.

Ma come fa il mondo del giornalismo ad attrarre ancora così tanti giovani?
Questa professione ha sempre avuto un grande fascino, ora accresciuto dai multimedia, dove, tuttavia, é sempre in agguato il pericolo dello sfruttamento dei grandi editori.

Una ragione per entrare nel mondo del giornalismo?
Innanzitutto, lo studente deve studiare! Quindi può coltivare il giornalismo, a patto di non farsi distrarre troppo. D'altra parte, prima si comincia, meglio è: abbiamo alcuni progetti che portiamo avanti con le scuole, grazie anche alla Prefettura di Napoli.

Ma come si fa a districarsi nella jungla dell'informazione?
Come si distingue un buon libro da un cattivo libro: con l'esperienza personale.

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