martedì 25 settembre 2012

IL CONSOLE AMERICANO AL PREMIO SIANI




Intervista a Donald L. Moore, Console Generale degli Stati Uniti a Napoli
 
 
di Amedeo De Chiara, Francesco Di Lucrezia e Castrese Pio De Rosa
 
 
Qual è l'interesse che nutre per il giornalismo italiano, campano e napoletano in particolare?
Siccome io ho studiato anche giornalismo, ritengo che i giornalisti siano una parte molto importante della società per mettere in luce i problemi che esistono. Ovviamente, trasparenza e legalità sono i due temi cui il Governo americano e il Governo italiano stanno lavorando insieme. Particolarmente, quando nelle città ci sono certi elementi che vogliono portare distruzione nella società, è essenziale che i giornalisti facciano luce su questi problemi. Questo premio intitolato a Giancarlo Siani, quest'idea di mantenere un legame tra giornalismo e società è molto importante. Io sono sempre onorato di essere invitato qui, ad assistere a questa premiazione e sostenere prima i giovani con le borse di studio e i giornalisti che mettono in luce i problemi sociali.

 
Lei è stato molto interessato all'immagine di Napoli; l'abbiamo vista impegnata nella valorizzazione del tessuto urbano della città e nella salvaguardia del verde. Come giudica questa stagione del 2012 in cui Napoli è diventata protagonista a livello internazionale grazie a manifestazioni anche più ludiche e sportive come l'America's Cup o la Coppa Davis?
Certo: come sede diplomatica siamo qui da più di 215 anni, fin dai tempi del Regno delle Due Sicilie. Ovviamente, la nostra collaborazione e il nostro rapporto con Napoli sono molto, molto forti: è la nostra sede diplomatica più antica in Italia. Noi vogliamo collaborare sempre al massimo possibile, come autorità locale. Recentemente il Comune e la Regione hanno puntato sui grandi eventi, nei quali avevamo anche noi delle delegazioni. Spero che avremo modo di lavorare ancora più strettamente con Napoli; personalmente io cerco sempre di partecipare a iniziative come quelle de Il Mattino e del Comune. Penso che Napoli sia una grande città: ha una lunghissima storia culturale e una grande tradizione culinaria. Vorrei lasciare un piccolo "ricordo" qui e voglio partecipare, come cercano di partecipare queste organizzazioni che combattono contro la mafia.


Può fare un confronto tra la gioventù americana e quella napoletana? che cos'è che secondo Lei i giovani napoletani devono fare?
Premesso che io non sono più giovane come una volta, tuttavia so che ci sono tante organizzazioni qui a Napoli che vogliono coinvolgere i giovani sia per l'ambiente sia per la legalità; quindi spero che i giovani siano spinti a collaborare con queste istituzioni, come il governo locale, regionale e anche come noi del consolato, e a essere più coinvolti nella loro città, dalla loro cultura.


Ci può esprimere una sua riflessione su quello che sta succedendo alle ambasciate americane in Nord-Africa e in Medio Oriente per via del tristemente famoso film su Maometto?
Come ha detto il nostro Presidente, noi stiamo cercando di avere degli ottimi rapporti con tutte le società e sempre il nostro Presidente Obama e il Segretario di Stato Clinton hanno espresso la loro posizione circa questo film.


 

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