martedì 26 giugno 2012

Elezioni in Egitto: è Morsi il nuovo Presidente

di Amedeo De Chiara

L’annuncio è arrivato domenica alle 16 circa, ora italiana. È stato il Presidente della Commissione elettorale a rivelare il nome del Presidente del nuovo Egitto: Mohamed Morsi. Il candidato dei Fratelli Musulmani di sessantuno anni, ingegnere specializzatosi negli Stati Uniti poi tornato in Egitto, membro del Parlamento dal 2000 al 2005 e detenuto sotto Mubarak, supera così con il 51,7% dei voti lo sfidante Ahmed Shafiq, ultimo primo ministro del raìs; l’Egitto manifesta così la chiusura del suo capitolo di storia col Raiss, durato 20 anni. Al sentire il nome del proprio candidato, piazza Tahrir è esplosa in un boato di gioia. E la festa si è estesa fino alle strade di Gaza: in campagna elettorale Morsi aveva promesso il sostegno ai palestinesi “nella loro lotta legittima”; ma nonostante ciò, il nuovo leader della Fratellanza incassa anche una cauta approvazione dal governo israeliano, che attraverso un comunicato invita il nuovo leader egiziano a rispettare i trattati internazionali. Distensione subito raggelatasi a seguito delle dichiarazioni del neo-Presidente circa la sua politica di equilibrio nel medio - oriente estendendo i rapporti con Teheran. Ma i veri problemi per Morsi sono entro i confini dell’Egitto: il nuovo Presidente, seppur acclamato dalle folli, non ha avuto che la metà dei consensi di un elettorato che a sua volta costituisce la metà della popolazione. In tal senso il nuovo Governo egiziano sarà un esecutivo di grandi intese, non soltanto composto da membri della Fratellanza. E le prime nomine di Morsi sarebbero volte alla salvaguardia delle minoranze religiose e dei pari diritti: sembra, infatti, che saranno una donna ed un cristiano copto i vice del Presidente. Lo ha detto al Guardian il portavoce di Morsi, Sameh el Essawy.
Ma ancora più grave è la sua situazione d’incertezza in cui versa il Paese, con i vertici militari che hanno preso in mano la situazione, lo scioglimento del parlamento, lo stesso che dovrebbe approvare l’elezione di Morsi, e una carta costituzionale che più che un abbozzo è allo stato embrionale. Non sono ancora definiti nemmeno i poteri del Presidente. Ma la linea di Morsi appare molto chiara: limitare, se non contrastare, il potere militare. E mentre il nuovo Presidente incontra il preseidente del consiglio superiore della polizia per ristabilire l'ordine nel paese, la corte amministrativa ha annullato la decisione varata due settimane fa dal ministero della giustizia egiziano, tra l’altro molto contestata dagli attivisti e dai Fratelli Musulmani, che consentiva ai militari di arrestare civili, mentre l'ex capo della sicurezza di Stato egiziana Hassan Abdel Rahman e quaranta ufficiali sono stati rinviati a giudizio davanti alla corte d'assise con l'accusa di avere distrutto documenti sull'omicidio di manifestanti durante la rivoluzione di gennaio e sull'assalto alle sedi della polizia segreta subito dopo la caduta di Mubarak.

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