mercoledì 21 dicembre 2011

OCCUPAZIONE: DAY BY DAY


Tutti sono a conoscenza dei 7 giorni di occupazione che, puntuali come il succedersi delle stagioni, si sono svolti anche quest'anno. Ma cosa è successo davvero durante questa settimana tanto desiderata dalla maggioranza degli alunni? Ecco un excursus dei giorni dell'occupazione.


Martedì 29 Novembre 
Si tiene un Comitato studentesco a cui partecipano i Rappresentati di classe di tutto il Liceo. Durante questa riunione il punto all'ordine del giorno di cui si discute con maggior fervore non è ufficializzato: l'occupazione. Dall'incontro viene fuori la volontà di tenere un'Assemblea d'Istituto nel giorno seguente, durante la quale discutere dell'argomento tanto agognato.

Mercoledì 30 Novembre
Coloro che erano presenti al Comitato del giorno precedente invitano gli studenti a recarsi verso la palestra esterna. Si tiene un'Assemblea d'Istituto ad horas autorizzata fino alle ore 11. I Rappresentanti d'Istituto espongono le motivazioni di un eventuale occupazione ovvero: la crisi economica, il nuovo Governo Monti che continuerà a proteggere i privilegi capitalistici, l'impossibilità di portare tematiche come l'antifascismo all'interno della scuola e la rinvedicazione di spazi fondamentale per lo studente quali, ad esempio, l'aula autogestita.
Si tiene una votazione che decreta una schiacciante vittoria degli studenti “pro-occupazione”, anche se molte persone si dimostrano contrarie a quest'atto di forza. Quindi i quattro Rappresentanti d'Istituto si recano a discutere con la Preside circa l'occupazione.
Ritornata la delegazione, l'assemblea si sposta in Aula Magna.
Ora un altro gruppo di studenti si reca dal Dirigente d'Istituto. La Professoressa Paisio, tuttavia, riferisce agli studenti che la scuola sarebbe stata attiva fino alle ore 20 per le attività extrascolastiche e per il colloqui scuola-famiglia. 
La delegazione ritorna in Aula Magna ed insieme ai pochi superstiti restano in presidio fino alle 20 e 30 circa. A quell'ora gli occupanti, dopo l'uscita di tutto il personale docente e non, chiudono il cancello principale con delle catene e dichiarano il Liceo “occupato”.

Giovedì 1 Dicembre
Al primo giorno di occupazione si presentano circa 600 persone. Si tiene un'assemblea e subito dopo incominciano i vari corsi. 
Nel pomeriggio nell'Aula Magna si riunisce il movimento studentesco napoletano per discutere della repressione attuata dalle forze dell'ordine negli altri licei ed istituti di Napoli. 
La riunione di movimento, che doveva discutere delle modalità del corteo di Sabato 3 Dicembre, sfocia invece in uno spunto di divisione per il Collettivo del Gian Battista Vico. 
Contemporaneamente nella parrocchia sita in Piazza Canneto si svolge una riunione tra la Preside ed i genitori. A questa assemblea si recano Francesco Fusi insieme al sottoscritto. La componente in rappresentanza dei genitori nel Consiglio d'Istituto si dimostra disponibile a trattare sulle richieste che gli occupanti espongono. 

Venerdì 2 Dicembre
Il secondo giorno di occupazione si apre, come il giorno precedente, con un'assemblea. L'unico punto su cui bisogna discutere è la risposta da formulare dopo il Consiglio del giorno precedente. La netta maggioranza dei presenti decide di non trattare con il Consiglio d'Istituto. La motivazione di tale scelta è la mancanza di fiducia nei confronti della “controparte”, che si mostra disponibile a trattare solo in tempo di occupazione. Si tengono come il giorno precedente i corsi.
Nel pomeriggio un presidio di “genitori indignati” si stabilisce davanti all'entrata del liceo, chiedendo a gran voce di discutere con i Rappresentanti. A rappresentanza dei “genitori indignati” si presentano due membri del Consiglio d'Istituto che discutono con il Collettivo riunito. I membri del Collettivo espongono le decisioni prese dall'assemblea svolta in mattinata e ribadiscono la volontà di continuare quest'occupazione.

Sabato 3 Dicembre 
Al mattino si svolge come al solito un'assemblea durante la quale si danno le direttive per la giornata stessa.
Quindi un gruppo di circa 50 persone esce da scuola, e si dirige a Piazza del Gesù. Qui si riuniscono le altre anime del movimento studentesco napoletano per sfilare pacificamente fino al palazzo della Questura.
Ad aspettare il corteo sono presenti circa 30 agenti del forze dell'ordine tra cui 13 Digos e circa 17 agenti in assetto antisommossa, a fronte di non più di 100 ragazzi. Contemporaneamente a scuola si proietta un film.
Più tardi, un gruppo di studenti cambia la serratura nell'aula al piano terra dove era prima il centro di documentazione, stabilendo lì una “aula occupata”.
Di pomeriggio la situazione inizia a sfuggire dalle mani degli occupanti, che permettono l'entrata nell'Istituto di numerosi non iscritti al Liceo. 

Domenica 4 Dicembre
I pochi presenti Domenica mattina si dedicano alla pulizia dei disastri causati il giorno precedenti da esterni e non. Oltre ciò non accade nulla degno di nota.
Intorno alle 20:00 arrivano come il giorno precedente molti esterni.

Lunedì 5 Dicembre
Si tiene un'assemblea in cui si decide il da farsi per il resto della giornata. Si riaprono poi i corsi. Di pomeriggio niente di ciò che si era prefisso di mattina viene attuato. Tranne la proiezione del film “Milk”. Di sera la scuola rimane di nuovo in balia degli studenti e degli esterni.

Martedì 6 Dicembre
La scuola di mattina si trova nella condizione peggiore dall'inizio dall'occupazione: il citofono è stato rimosso dal cancello principale, al piano terra i corridoi sono molto simili a delle trincee al fronte: la porta della classe 207 è stata danneggiata in due punti.
Ancora una volta il solito gruppo di studenti si prende carico dei danni e prova a porre rimedio.
Si tiene, dunque, in Aula Magna la proiezione di una puntata di “Blu Notte, misteri italiani” che tratta dei fatti del G8 di Genova. Al termine della proiezione vengono registrate delle interviste agli studenti.
Dopo le 23 nell'edificio restano solo 13 occupanti che si troveranno a fronteggiare le pressioni e le minacce di numerosi esterni.

Mercoledì 7 Dicembre
Alle ore 5 circa del mattino accade l'evento più drammatico, che ha convinto gli occupanti a lasciare l'Istituto: gli ultimi esterni vengono invitati ad uscire dall'edificio. Essi come risposta danno fuoco ad un cumulo di spazzatura posta poco prima di fronte al portone in legno della scuola e ad un'auto nei pressi della scuola. 
L'incendio, fortunatamente domato dai Vigili del Fuoco, è oggetto dell'assemblea tenutasi quella mattina. Gli occupanti arrivano alla conclusione che bisogna liberare l'Istituto entro la giornata. Non prima, però, di aver redatto un documento per ogni corso tenuto circa gli argomenti svolti. 
A rendere più celere lo sgombero della scuola hanno contribuito la Preside e le forze dell'ordine, venuti a scuola per effettuare un sopralluogo e per verificare i danni strutturali. 
Gli studenti hanno recitato slogan contro la Polizia per qualche decina di minuti e poi hanno abbandonato la scuola dopo 7 giorni di occupazione lasciando uno striscione con scritto: “I nostri sogni non si sgomberano”.

DI CIRO AMITRANO

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