Ad una nauseante spettacolarizzazione dei crimini. Ecco a cosa si arriva a causa dell'interessamento morboso dell'opinione pubblica italiana circa fatti di cronaca nera. Non ci si limita alla semplice e sana informazione, ma si scade in una ripetitività di immagini e pensieri esclusivamente a scopo di lucro. Si tratta di vicende o di delitti che invece di essere analizzati e tenuti distanti dal mondo dello show business, “magari” per rispetto del dolore delle persone coinvolte, vengono commercializzati, quasi come in un centro di stockaggio, etichettati come ''notizia utile'' a furor di popolo, e riproposti fin quando un altro omicidio o quel che sia ne prenda il posto. Insomma, un vero e proprio reality, in cui si passa da una notizia all'altra con la facilità dello zapping.
In effetti il paragone è perfetto. la televisione è un mezzo di comunicazione ancor più, se vogliamo, importante dei giornali, in campo d'informazione. Con i telegiornali e i talk più vari riesce a trasmettere in maniera più rapida le varie notizie. Purtroppo a volte si esagera.
Nello girare i canali, come detto prima, ci si imbatte spesso, troppo spesso, nelle ripetizioni delle stesse notizie, già sentite e digerite. Casi come quello di Sarah o Yara, ormai famose, sono protagonisti di ciò che sui social network vengono definiti veri e propri reality show, su cui i ragazzi scherzano nonostante gli accaduti.
A causa della commercializzazione delle disgrazie altrui, i giovanissimi che crescono a pane e Pomeriggio cinque (e affini), non riusciranno a distinguere la reale tragedia da quella squallidamente spettacolarizzata; non riusciranno a cogliere la gravità della vicenda, poiché i sentimenti più sottili vengono in questo modo soffocati dall'interesse dei media. Vittima e colpevole o presunto tale si confondono. Protagonisti di tristi vicende vengono oggi idolatrati dalle nuove generazioni, e considerati degli eroi a tutti gli effetti.
Un esempio eclatante è quello di Amanda Knox: appena uscita dal carcere è stata acclamata e compatita. Si parla dell' Amanda Knox ”Idolo d'America”, dimenticando chi è la vera vittima e il dolore delle famiglie.
In questa società, per buona parte, siamo quello che è la nostra opinione pubblica, ma quest'ultima nel nostro paese appare profondamente malata, quasi sempre fuori luogo, tremendamente e colpevolmente antigiornalistica. L'informazione mediatica ha purtroppo lasciato il posto al terrorismo mediatico.
DI AMALIA MONTINI E RITA CATALANO

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