Chi di noi non si è sentito coinvolto emotivamente nei grandi conflitti nati nel Nord Africa tra la fine del 2010 e l’inizio di quest’anno ? Chi di noi è rimasto impassibile all’onda di entusiasmo che ha segnato questa Primavera Araba ? Chi di noi, leggendo le notizie, è rimasto indifferente ai bombardamenti condotti dagli stati Europei e dagli USA? E chi di noi non ha dedicato un sorriso alle vittorie dei rivoltosi? Sono davvero in pochi a poter rispondere a quest’appello. Le Rivoluzioni attuate a pochi kilometri dalla nostra Italia hanno coinvolto ben diciotto paesi e in tre di questi (Tunisia,Egitto e Libia) la rivolta ha destituito i leader delle rispettive dittature dittature (Zine el-Abidine Ben Ali, Hosni Mubarak e Mu'ammar Gheddafi) e dunque non possono che lasciare in noi quanto meno un moto di speranza e solidarietà verso dei popoli che hanno lottato ed hanno vinto. Ma ad oggi, com’è la situazione nei paesi che hanno abbattuto i reggimi a cui si sono ribellati?
In Tunisia: Dopo la fuga di Ben Alì e aspettando le elezioni generali, venne varato un governo provvisorio presieduto da Mohamed Ghannouchi, che tuttavia non fu ben voluto dal popolo(per essere stato alquanto vicino a Ben Alì) che proseguì con la rivolta. Il neo presidente non potette fare altro che dimettersi. Al suo posto è stato scelto come premier Béji Caïd Essebsi. Ad Ottobre il partito di stampo islamico An-Nahda vince le elezioni con il 40% dei voti.
In Egitto: Il Governo militare provvisorio sciolse il Parlamento e congelò la costituzione,costituendo un corpo speciale che ha il compito di varare una nuova Carta Costituzionali. Il 19 Marzo la popolazione è chiamata a votare per un referendum finalizzato a stabilire il voto per le elezioni entro la fine dell’anno. Il 77% della popolazione vota per il sì fissando le elezioni per questo Novembre.
In Libia: Qui, dove la controffensiva del dittatore Gheddafi è stata molto più dura ricorrendo a truppe mercenarie e a raid aerei le Nazioni Unite hanno deciso di intervenire nella guerra civile,bombardando a loro volta le roccaforti lealiste fedeli al rais libico. Con l’abbattimento degli ultimi baluardi del regime e la morte di Gheddafi avvenuta il 20 Ottobre a Sirte,i ribelli hanno effettuato esecuzioni di massa uccidendo tutti i sostenitori dell’ormai ex-leader libico (incluse donne e bambini).Ancora oggi non si sa quanto alto sia il prezzo dell’intervento della NATO che i vincitori devono pagare. Dietro tutto ciò aleggia tuttavia lo spettro di al-Qa'ida. Ora, come venivano spontanee le domande su quanto avesse coinvolto la Rivoluzione,sorgono altrettanto naturalmente altre questioni. Come mai un ambulante tunisino (l’incipit delle rivolte tunisine purtroppo è stato proprio il suicidio di Mohamed Bouazizi) che per disperazione, frustrato dalla grande repressione e dalla fame, si è dato fuoco, ha ispirato un movimento che ha portato alla caduta di dittature che duravano da svariati decenni? Come mai dopo una Rivoluzione laica Tunisia e Libia si avvicinano a alternative politiche di forte stampo religioso se non estremista? Come mai Gheddafi è stato ucciso senza un regolare processo appena catturato? La sua morte non potrebbe nascondere qualcosa, ad esempio sui rapporti internazionali con Italia, Francia, Germania, Inghilterra e Stati Uniti?

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