sabato 19 novembre 2011

I SPEAK ENGLISH: CAMBRIDGE


A partire dal giorno 11 settembre del 2011, la scuola Giambattista Vico ha dato l’opportunità a 15 alunni di viaggiare gratuitamente, senza spese per il biglietto aereo,  per l’alloggio e per il corso formativo. Gli alunni hanno vissuto per quattro settimane a Cambrigde, in Gran Bretagna, ed hanno avuto l’occasione di conoscere la cultura, le abitudini del posto, di fare nuove amicizie, ma soprattutto di migliorare il loro livello di conoscenza della lingua. La partecipazione al viaggio è stato ottenuta grazie alla frequentazione dei corsi di lingua PET e anche grazie alla loro buona condotta a scuola.

Il programma giornaliero prevedeva che gli studenti dovessero frequentare una scuola per stranieri; il che ha permesso ai ragazzi di migliorare la propria conoscenza della lingua inglese. Durante il pomeriggio, invece, essi avevano la libertà d’uscire e visitare il posto. I maggiorenni potevano conoscere le abitudini serali di Cambrigde. Per tutta la durata della vacanza-studio,  gli studenti sono stati accolti da famiglie che hanno dato la loro disponibilità ad ospitarli. Abbiamo intervistato cinque ragazze che hanno partecipato al viaggio (Lucrezia Firpo, Tullia Ciotola, Marianna Ricca, Giorgia Volpe e Giada Volpe) ed abbiamo fatto loro tre domande, che ci hanno permesso di comprendere meglio la loro esperienza. Ecco qui una piccola sintesi delle loro risposte.

Com’è stato il viaggio?
È stato bellissimo! Una grandissima esperienza sotto tutti i punti di vista,  sia scolastica che di vita. Le famiglie erano stupende, molti pregiudizi sono stati abbattuti e quest'esperienza ha portato ad una grande maturazione.

A livello linguistico, ritenete di essere migliorate?
Certo, perché, avendo vissuto in una famiglia, abbiamo appreso molto la lingua, cultura e lo stile di vita. I corsi erano buonissimi e, ascoltando e capendo la lingua, s’impara molto. Abbiamo parlato inglese per tutto il tempo e questo è già una grandissima cosa.

Consigliereste questa esperienza a qualcuno?
Assolutamente sì! Però bisogna essere convinti di ciò che si fa, perché l’insicurezza non permette di andare avanti. È bello e formativo farlo quando si è giovane.  È un ricordo ,che resterà per sempre nella nostra mente, ed è un’esperienza che servirà anche in futuro.

DI  RAISSA PASSOS ESPINDOLA

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