Alta e slanciata, bionda, acqua e sapone; l’avrete sicuramente intravista nei corridoi o sulle scale della scuola da un mese a questa parte e vi sarete chiesti: ma chi sarà mai? Troppo alta per essere una liceale, troppo bionda per essere napoletana. Beh, ecco svelato il mistero: è Lily! È così che si fa chiamare Olivia, la nuova madrelingua inglese della scuola. E per farvela conoscere meglio l’abbiamo intervistata!
Ha 21 anni ed è nata a Londra. Ha vissuto a Plymouth, dove risiede la sua famiglia, ma è a Bristol che frequenta l’università, presso la facoltà di storia dell’arte.
Come mai si trova qui?
Prima dell’inizio del terzo e ultimo anno del mio “bachelor” (ovvero programma di studi triennale), ho deciso di prender parte all'“ERASMUS” (progetto europeo che promuove lo studio all’estero dei laureandi) e, dato che nel suo programma compare anche lo studio della vostra lingua, sono stata mandata qui da voi proprio per perfezionare il mio italiano.
Ha scelto lei proprio Napoli come meta?
No, sono stata mandata a Napoli dal ministero dell’istruzione inglese.
Qual è stata la sua prima impressione?
Ho trovato la vostra cittadina profondamente diversa dalla mia patria: più chiassosa e rumorosa; ma mi ha colpita positivamente l’energia propria del popolo partenopeo e ovviamente il clima mediterraneo che tanto vi invidiano gli inglesi.
Dove alloggia?
Sono ospite a casa di studenti o insegnanti della scuola e cambio famiglia ogni mese circa.
In cosa consiste il suo lavoro presso il nostro liceo?
Il mio ruolo in quanto madrelingua è quello di aiutare i ragazzi dell’indirizzo scientifico e dell’indirizzo classico nella loro conoscenza dell’inglese, visto che non hanno una madrelingua per l’inglese, come invece il linguistico. Copro in tutto 12 ore settimanali.
Come ha trovato il livello d’inglese dei ragazzi?
Sono rimasta sorpresa, poiché ho riscontrato negli alunni un notevole livello di conoscenza della lingua inglese. (Riteniamoci soddisfatti! Almeno per una volta siamo riusciti a smontare lo stereotipo di “unica popolazione europea non in grado di spiccicare due parole in inglese”!). All’inizio è stato un po’ difficile per me ingranare nella metodologia d’insegnamento, visto che non avevo mai insegnato prima; ora, invece, sto iniziando a comprendere le necessità degli studenti e a capire come soddisfarle.
Che cosa ha pensato delle nostre “agitazioni studentesche”?
Beh, sono meravigliata di questo fenomeno, soprattutto del fatto che la protesta sia sostenuta dagli alunni. In Inghilterra, infatti, gli insegnanti protestano raramente, invece quei pochi studenti temerari che provano a metter su una manifestazione di protesta vedono le proprie idee morire ancor prima di nascere, poiché non trovano mai dei sostenitori.
Qual è stato il primo pensiero quando ha saputo che la sua destinazione era proprio Napoli?
Ero eccitata all’idea di venire in una così bella metropoli. Non ero affatto preoccupato riguardo ai problemi napoletani, famosi in tutto il mondo, quali spazzatura e criminalità organizzata. L’unica cosa che mi dava da pensare era l’eventualità d’incontrare persone che parlano unicamente in dialetto; temevo di non essere compresa e di non riuscire a migliorare il mio italiano. Fortunatamente i miei timori sono stati vani. Anche i miei genitori erano molto felici per la meta che era stata scelta per me, poiché hanno sempre voluto visitare la città di Napoli.
DI SARAH MERAVIGLIA
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