lunedì 18 marzo 2013

NAPOLI-ATALANTA 3 a 2: CAVANI E PANDEV ROVINANO LA FESTA ALLA SIGNORA

 CHIARA VARTULI 


Anche al San Paolo si aprono le danze con una segnatura dal dischetto. Il Matador torna al goal salvando un Napoli che ormai era in caduta libera, soprattutto da quando era venuto meno l’apporto del suo trascinatore.
Al 4’ azzurri in vantaggio. Trasformazione quasi perfetta dal dischetto del Matador, che riesce a metterla dentro nonostante il tocco (inutile) del portiere Atalantino Consigli.
9 rigore concesso in 13 gare di arbitraggio da parte dell’ arbitro Valeri che sembra non avere dubbi sulla trattenuta in area di Giorgi ai danni di Zuniga.
Per tutta la prima mezz’ora di gara dominio azzurro, Atalanta schiacciata e poco presente.
Napoli sfortunato, sfiora il 2-0 una, due , tre volte, ma non arriva. Incredibile Cavani , solo davanti a Consigli, sbaglia mettendo di poco largo un pallone servito da uno strepitoso assist di hamsik.
Cross di Denis dalla destra, incredibile liscio di Bonaventura e clamorosa autorete di Cannavaro che regala il pareggio ai nerazzurri nel loro primo affondo nei pressi dell’area azzurra.
Al 31’ punizione per gli atalantini, Carmona colpisce la traversa sfiorando un clamoroso ribaltone.
Al secondo tempo il Napoli riparte forte. Denis salva davanti a consigli su uno spettacolare tiro al volo di Dzemaili. Consigli decisivo, stavolta su Cavani, gli nega la possibilità di raddoppiare.
La sua prodezza non basta, al 20’ deve piegarsi al talento uruguaiano che firma la sua doppietta dopo un lungo digiuno. Ma non è ancora finita. Al 28’ il goal dell’ex, Denis, in contropiede ammutolisce il San Paolo.
Al 36’ goal del Napoli. Armeno per Pandev che tutto solo davanti a consigli la spinge dentro mettendo il sigillo finale e segnando il terzo goal del suo campionato.
Il Napoli vince, ma arrancando e soprattutto, con l’ennesima espulsione, ovviamente per proteste, del suo allenatore Mazzarri che segue le orme del dirigente sportivo Bigon.
 Vince e difende il suo secondo posto, tenendosi a -9 dalla juve, a -9 da un sogno al quale non si è ancora detto addio. Il Napoli c’è e cammina, anche quando brancola nel buio.

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