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| Obama re dello Swing (State) Disegno di: Giorgia Bonito |
Finirò quello che ho iniziato. Il meglio deve ancora venire.
Sono le prime parole che Obama pronuncia dal quartiere generale di Chicago, dove i suoi sostenitori sono in delirio. Un po' come quando Ronald Reagan, anche lui al suo secondo mandato nell'84, disse 'you ain't seen nothing yet' ("non avete ancora visto niente"). Il Presidente degli Stati Uniti colpisce ancora, riuscendo in quello che avevano fallito in tanti prima di lui: farsi rieleggere. L'impresa non era affatto facile: Obama sta affrontando la più grave crisi del Paese dai tempi della Grande Depressione. Il problema si era già fatto sentire alle urne con la batosta presa dai democratici due anni fa alle elezioni di metà mandato, nelle quali hanno perso la maggioranza alla Camera. Maggioranza che i democratici non sono riusciti a riconquistare neanche quest'anno. Il Congresso rimane spaccato in due, con la Camera dei Deputati ai repubblicani e il Senato ai democratici, nonostante il fatto che Obama abbia capitalizzato con la vittoria in Florida 332 grandi elettori contro i 206 dello sfidante. Il totale rinnovo della Camera, 435 membri in tutto, dà di nuovo ragione agli elefanti, mentre quello del Senato, 33 membri su 100, lascia invariata la situazione. Un vero problema, dato l'ostruzionismo a oltranza della rappresentanza repubblicana nel Congresso, la cui popolarità è ai minimi storici.
Lavorerò con Romney, lavorerò con i leader di entrambe gli schieramenti per affrontare quelle sfide che possiamo risolvere solo insieme
Obama apre al dialogo, mentre il Governatore del Massachusetts, che con eccesso di sicurezza aveva solo scritto il discorso della vittoria, benedice il vincitore e l'America. Il Repubblicano ha insistito tanto nella sua campagna elettorale sui dati della disoccupazione, cresciuta tantissimo durante l'amministrazione Obama. E non è valsa nemmeno l'accusa di mancanza di leadership a scardinare il Presidente dal suo posto. Autorevolezza che ora sarà indispensabile al Presidente per l'approvazione delle sue leggi. Un messaggio di distensione viene dallo speaker della Camera John Boehner: a patto di una riforma più ampia del sistema di imposizione fiscale, i repubblicani sarebbero disposti anche a maggiori entrate fiscali. Il fiscal cliff, il nodo tasse-spesa, è solo uno dei problemi più urgenti. C'è un paese intero che è in cerca di una nuova identità: lo confermano i referendum svoltisi in concomitanza del voto, i quali hanno legalizzato le nozze gay nello Stato del Maine e l'uso della marijuana per fini ricreativi in Colorado e nello Stato di Washington. Gli americani, in particolare i nuovi americani, e cioè giovani, ispanici, e cittadini provenienti dall'altra parte dell'oceano pacifico, hanno scelto Obama per cercare il nuovo volto dell'America, che si riconferma, anche se non con i 66 milioni di voti del 2008, il Presidente degli americani, con il 50% dei voti e 59 milioni di consensi.
"Four more years", dunque: avanti per altri 4 anni, ancora.
fonte: Ansa.it, Rai.it

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