domenica 25 novembre 2012

DACIA MARAINI E L'AMORE RUBATO

Dacia Maraini alla presentazione de L'amore rubato all'Isituto  per gli Studi Filosofici

di Amedeo De Chiara

Dal 17 dicembre 1999, L'Assemblea generale dell'Onu ha designato il 25 novembre come la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne.  
Una data non a caso, ma scelta da un gruppo di donne attiviste, riunitesi nell'Incontro Femminista Latinoamericano e dei Caraibi, tenutosi a Bogotà nel 1981, in ricordo del brutale assassinio del 1960 delle tre sorelle Mirabal, esempio di coraggio contro il regime di Trujillo nella Repubblica Dominicana e amore verso i propri mariti detenuti. E proprio la violenza contro le donne è il tema dell'ultimo libro di Dacia Maraini. 
Attraverso una raccolta di 8 racconti di storie vere, la Maraini affronta in maniera complessa il problema dello stupro e di ogni violenza fisica, ma soprattutto culturale che opprime le donne e imprigiona anche gli uomini. Già, anche gli uomini, perché, invece di essere alleati delle donne, come ha detto l'autrice a Napoli durante la presentazione del suo libro presso l'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, sono vittime di stereotipi che condizionano il loro comportamento. Come la pubblicità, che da sempre associa ai prodotti più cari la seduzione, magari perpetuata attraverso qualche avvenente modella che cade ai piedi dell'uomo col profumo più raro o l'auto più potente. Perché si parte sempre dal presupposto che i soldi ce li abbiano gli uomini. Una seduzione, poi, alquanto stereotipata e falsa, ma così diffusa da essere assunta a modello anche dalle donne, ingannate dalla presunta libertà di vendersi introdotta dalla cultura del mercato, dice la Maraini, che invece le chiude in altri stereotipi.
Ma ogni alleanza presuppone una parità tra i contraenti del patto. Molto più spesso, invece, da una falsa idea della possessività dell'amore, si arriva all'assoggettamento della donna, al suo annullamento. E quando un uomo, magari uno sconfitto di questa società così spietata e impietosa anche nei confronti degli uomini, tenta la sua rivalsa nei confronti di una donna, si arriva a quella bestialità che è lo stupro. Anzi, dire bestialità non è corretto secondo l'autrice, perché lo stupro non esiste in natura, ma è una creazione della civiltà umana, che nulla ha a che vedere col sesso e che viola il luogo sacro della nascita, dice la Maraini.
E mentre l'Onu lancia l'allarme della mancata denuncia delle violenze, vuoi per vergogna, per paura, per la non autosufficienza o per "amore", le case per le donne maltrattate stanno chiudendo.
fonti: Wikipedia

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